Oggi è impossibile non imbattersi nella cultura coreana: che si tratti di una serie drama, un brano dei BTS o un piatto tradizionale, la Corea del Sud è diventata la nuova “fabbrica dei sogni” globale. Abbiamo imparato a conoscerla tramite i viaggi, ma ancor di più attraverso lo schermo di uno smartphone, e a vederla come l’emblema di un mondo colorato, perfetto, super tecnologico, senza chiederci cosa ci sia dietro e quale sia la storia che abbia portato a questo successo. Per chi vuole smettere di essere un semplice spettatore e iniziare a comprendere le reali origini di questo “miracolo coreano” il libro ideale è quello scritto da Noemi Pelagalli ed edito da Corbaccio: “Made in Korea: Dalle origini al K-pop”
In questo saggio, l’autrice ci porta a scoprire come la Corea non sia nata con il K-pop, ma che dietro questa bellissima favola a colori si nasconda una secolare storia, fatta di antichi regni, di conflitti, guerre, fame, ma anche voglia di riscatto di un popolo che in pochi decenni è riuscito a guidare le tendenze mondiali. Noemi Pelagalli ci porta alla riscoperta della storia della Corea, delle sue tradizioni millenarie, dei suoi costumi e delle sue usanze, delle sue prelibatezze, e di come queste convivano con la frenetica modernità.
Made in Korea: Dalle origini al K-pop è una vera e propria bussola per chiunque voglia orientarsi nel labirinto della cultura coreana contemporanea: un’analisi socioculturale che spiega come una piccola penisola devastata dalla guerra sia riuscita a diventare un gigante dell’industria dell’intrattenimento globale.
Il libro segue un percorso cronologico, mantenendo un tono divulgativo ma preciso e rigoroso. L’autrice dedica una parte del suo saggio alla storia del Paese, partendo dal periodo coloniale giapponese sino alla Guerra di Corea. Questo è un passaggio essenziale del testo per comprendere il concetto di Han, quell’emozione collettiva complessa, intraducibile, che unisce tristezza, rabbia, risentimento e senso di ingiustizia, derivanti da secoli di sofferenze storiche, invasioni e oppressione, ma che include anche una forte resilienza e una speranza di riscatto.

Si prosegue con l’analisi del fenomeno di esportazione culturale, la cosiddetta Hallyu (Onda Coreana), partendo dai primi K-drama degli anni ’90 fino all’esplosione con Gangnam Style e i BTS. Si entra poi nei dettagli dell’industria del K-pop: il duro allenamento delle Trainee coreane, giovani aspiranti artisti, che seguono un intenso programma di addestramento, molto lungo e competitivo, in canto, ballo, lingue e aspetto fisico, prima di poter debuttare come idol (senza tralasciare il simbiotico rapporto tra loro e i tantissimi fan).
Il saggio esplora anche il mondo del cinema, della cosmetica e del cibo. L’autrice, senza mai tralasciare la sua passione per la Corea, non ignora, tuttavia, i suoi lati oscuri, come l’estrema competitività della società coreana e le pressioni psicologiche a cui sono sottoposti i giovani. Esperta di cultura coreana e seguitissima sui social, Noemi Pelagalli, con perfetto equilibrio, riesce a essere in questo viaggio una guida indispensabile, che non perde mai l’obiettività, e attraverso un’esposizione accurata e un linguaggio semplice e scorrevole riesce a offrire una piacevole lettura, ideale sia per il neofita che per un fan appassionato.
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