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La Matita
gennaio 2, 2009 on 5:11 pm | In Materiale, Mondo ArteViene anche chiamata Lapis Haematitas, dal latino significa Pietra ed Ematite, ed è lo strumento più antico ma anche il più comune per scrivere e disegnare. La prima produzione di matita che abbiamo avuto è stata sotto forma di bastoncini di carbone o di ematite che all’epoca svolgevano la stessa funzione dell’attuale matita.
Già i sumeri in epoca antica, avendo inventato la prima forma di scrittura cuneiforme, utilizzavano, come anche poi gli assiri e i babilonesi, uno strumento metallico che serviva ad incidere le tavolette di argilla o di pietra. Uno strumento simile veniva usato anche dai romani per scrivere sul papiro: veniva chiamato Stilo e può essere considerato il nonno se non addirittura l’avo della matita.
La matita vera e propria invece è un’invenzione per così dire più vicina a noi, infatti la sua scoperta risale alla seconda metà del XVI secolo, dopo la scoperta della grafite nelle miniere del Cumberland, una delle 39 contee d’Inghilterra. I pastori del luogo ritennero utile usare questo “misterioso” minerale per marchiare il bestiame. Quando poi ci si accorse che la grafite lasciava un segno ben visibile su un foglio di carta e che allo stesso tempo questo segno poteva essere facilmente cancellato con della semplice mollica di pane, si pensò di utilizzare questo minerale in tutt’altro modo.
In breve tempo il suo utilizzo divenne indispensabile per chi avesse bisogno di scrivere o disegnare. Nel 1664 si avvolse il minerale grigio in un involucro di stoffa o canne di bambù per avere un supporto più stabile ed evitare di sporcare le mani e solo il 10 settembre del 1665 furono messi in vendita i primi esemplari di matita.
Furono però due italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti, a pensare a l’idea di un contenitore in legno per la mina e solo nel 1761 si potè vedere in commercio la prima matita rivestita in legno prodotta da Kaspar Faber un ebanista professionista che grazie alla prima matita Bleyweißstifte diede nuovo lustro al suo piccolo laboratorio a Stein, vicino Norimberga in Germania dando vita alla Società Faber.
Nel 1795 Nicholas Jacques Contè, uno scienziato francese, inventò il procedimento di mescolare la grafite con l’argilla, scoprendo così che era possibile ottenere mine più o meno dure a seconda della quantità di grafite e argilla e nel 1840 Lothar Faber realizza infine la prima matita esagonale con impresso su il marchio Faber.
Nasceva così in quell’anno la prima matita di marca al mondo.
Il successo fu enorme. Vennero aperte addirittura delle filiali della società Faber in molte importanti città tra cui Londra Parigi e New York facendo così diventare la Società Faber la migliore riserva di matite esistenti all’epoca. Grazie ai Faber si ottenne non solo una grande invenzione come la matita ma anche una legge che tutelasse il cosiddetto “Marchio di Fabbrica“!
Inizialmente le matite venivano lasciate in legno per mostrarne l’effettiva qualità, poi però, dal 1890, si cominciò a colorarle e molte delle aziende produttrici, prendendo esempio da Lothar Faber, cominciarono a imprimere sopra ciascuna il proprio marchio. In Cina, considerata patria della migliore grafite naturale, le matite venivano colorate di giallo poichè questo era il colore associato al rispetto e alla nobiltà.
I produttori americani, che usufruivano della grafite cinese, per esprimere la superiorità e la nobiltà delle loro matite con grafite cinese decisero di lasciarne invariato il colore. Ancora oggi, anche se non viene più usata la grafite cinese, per tradizione la maggior parte delle matite americane è di colore giallo.Otto anni dopo questo cambiamento, la società Faber si rinnova: la baronessa Ottilie Von Faber (divenuta nobile per volere dei sovrani di Baviera) sposa il conte Alexander zu Castell-Rüdenhausen. Da questa unione nascerà il fortunato marchio Faber-Castell, oggi uno tra i più famosi gruppi che offre una vasta gamma non solo di matite ma di moltissimi altri accessori di cancelleria che vanno dalle matite ai colori alle penne stilografiche.
Nel 1905 il conte zu Castell-Rüdenhausen inventa la leggendaria Castell9000 nota per il suo inconfondibile design famoso in tutto il mondo ancora ora nonostante sia trascorso più di un secolo.
Oggi, dopo secoli, è possibile trovare in cancelleria 19 tipi diversi di matite:
EE (la più morbida)
EB, 6B, 5B, 4B, 3B, 2B, B, HB (media morbidezza adatte al disegno artistico)
F, H, 2H, 3H, 4H, 5H, 6H, 7H, 8H, 9H (sono le più dure e adatte ai disegni tecnici).Secondo la scala di graduazione ideata dal francese Contè H e B indicano la durezza della mina (H= Hard, B= Black)
Anticamente HHH o BBB indicavano una mescola particolarmente dura o particolarmente morbida. Col tempo poi la scala venne modificata affiancando alla lettera un numero.
Esempio: HH —> 2H , BBB —> 3BDa aggiungere a questo elenco poi sono anche quelle matite grossolane che poco hanno a che fare con il disegno artistico e che sono usate dai falegnami o chi lavora nell’edilizia e la matita copiativa, il cui segno è indelebile o almeno è difficile da cancellare poichè al suo interno oltre alla semplice mina contiene anche dei coloranti derivanti dall’anilina o altri pigmenti non solubili. E’ possibile comunque cancellare il suo tratto usando della particolare gomma ottagonale in riba che è in grado di cancellare anche il segno delle penne biro. Si può trovare questo tipo di matita cercandola con il nome di CF12 Blu in legno di tiglio.
Alla fine, ma non meno importante, da ricordare è il Portamine, comunemente conosciuto da noi come la Matita Meccanica facilmente ricaricabile con le apposite punte di grafite. Quest’ultima innovazione, molto più recente rispetto alla normale matita, risale al 1914 quando Wahl Evershap decise di introdurla nel mercato della cancelleria.
QUALCHE CURIOSITA’
La Perfect Pencil Limited Edition è il nome che è stato dato alla matita più preziosa del mondo costruita per celebrare il nuovo millennio. Il cappuccio è in oro 18 karati con tre diamanti incastonati ad indicare i tre millenni e solo 99 sono gli esemplari esistenti.
La matita più antica venne scoperta durante i lavori di restauro di una vecchia casa in Svevia, risalente al 1630, esattamente sulla trave del tetto. Probabilmente venne lasciata li dal carpentiere che stava finendo i lavori ed è rimasta in questo luogo nascosta per secoli. La matita fu realizzata all’epoca in legno di tiglio e sono visibili i segni dell’uso che confermano il periodo in cui essa fu realizzata. Oggi è possibile trovarla nella collezione privata del conte Anton Wolgang von Faber-Castell, attuale presidente del gruppo Faber-Castell.
Sempre nella collezione privata del conte è possibile trovare anche la matita più piccola del mondo: misura 17.5 mm con un diametro di 5 mm e con una grafite di 0.3 mm. Il conte ricevette questa miniatura in occasione della presentazione della matita invece più grande del mondo: è lunga 23 metri e pesante 8 tonnellate e 200 quintali, peso equivalente a circa 1.900.000 matite normali. Con una grafite di 2 tonnellate e la gomma un quintale la matita gigante è stata costruita da un team di amici del Queens che hanno impiegato due settimane per costruirla e ovviamente… funziona davvero!!
Mata nè
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