Jinja 神社

maggio 10, 2011 on 9:30 am | In Cultura e Tradizione, Curiosità, Giappone & Dintorni, Luoghi e Storia

tenmanguu-04Jinja 神社 (o jinguu o taisha) è il nome con cui si indica solitamente un santuario shintoista, una zona sacra o una serie di edifici che costituiscono quest’area sacra, compresa anche di area naturale attorno.
E’ un luogo dove i fedeli shintoisti si recano per venerare e pregare i kami (divinità).
Dal 1946 è stata istituita una Comunità Shintoista, la Jinja Honcho, che unisce in un’organizzazione tutti i santuari del Giappone.

Origine dei Jinja

Si crede che inizialmente non ci fossero dei veri e propri santuari e i Jinja fossero solo luoghi sacri aperti temporaneamente in occasione di eventi o festività importanti come i Matsuri: questo perchè la fede shintoista crede che i kami sono onnipresenti, si trovano ovunque e possono apparire ovunque, non hanno bisogno quindi di essere confinati e venerati in uno spazio limitato e definito anche se pur sempre sacro.

In epoche recenti invece sono stati creati santuari chiamati Shaden (社殿), e si diffuse il culto secondo cui un kami venerato in un santuario, fa di quel luogo la sua dimora sacra: è così quindi che nacquero i primi santuari stabili, i jinja appunto.

I Jinja

Un santuario shintoista come i jinja, è costituito da parecchi locali ed edifici e sono compresi di Honden (本殿), una stanza speciale contenente il goshitai (御神体) o “Sacro Corpo del Kami”.
Di queste stanze, solo l’haiden è accessibile ai laici e si trova dietro l’honden.
Altre zone particolari di un santuario shintoista è l’area dove si trova il Torii (鳥居), l’ingresso sacro al santuario e lo Chouzuya (手水舎), l’area dove si purificano mani e bocca.

A partire dalla seconda metà del periodo Nara fino a tutto il periodo Meiji, templi buddhisti vennero costruiti adiacentemente ai santuari shintoisti: la struttura jinja shintoista che ospita anche un tempio buddhista si chiama Jinguji (神宮寺). Nel 1868 però questo tipo di santuario combinato venne vietato, poichè una legge decise di separare i riti dedicati ai kami dai riti dedicati al Buddha, venendo quindi vietate tutte le pratiche che potessero combinare i riti di entrambe le religioni.

Nonostante questo antico divieto, ancora oggi tuttavia molti santuari e templi anche se venerano e seguono riti differenti collaborano ugualmente, soprattutto in occasione di particolari eventi e Matsuri.

Aree di un santuario shintoista

Un santuario Shintoista può inoltre includere le seguenti aree:

- Kaguraten (神楽殿): padiglione dedicato alla danza sacra
- Koma-inu (狛犬): statue guardiane raffiguranti cani-leoni
- Roomon (楼門): portale
- Sessha (摂社): santuario ausiliario
- Massha (末社): altro santuario ausiliario
- Tamagaki (玉垣): staccionata attorno al santuario
- Tourou (燈籠): lanterna

Figure legati ad un santuario

Le due figure più importanti legate ad un santuario sono il Kannushi e il Kami.
Un Kannushi (神主) è il sacerdote che è incaricato di custodire un jinja e organizzare le varie cerimonie.
Anticamente non c’era il sacerdote e prima molti Jinjia venivano custoditi da volontari, oggi invece un monaco buddhista può custodire il suo santuario e badare anche al santuario shintoista vicino.
Il Kami invece è generalmente la divinità shintoista venerata in un jinja, ma in tali santuari spesso possono essere venerati oggi anche divinità, non solo shintoiste ma anche buddhiste e taoiste; addirittura alcuni santuari sono consacrati alla venerazione di persone, che sono state importanti nel corso della storia, oppure figure mitologiche.

Regole di comportamento

Un jinja, come ogni santuario o luogo sacro, è un luogo di pace, quindi ad eccezione di una particolare festa o evento, non si può creare rumore o correre liberamente.
A volte i santuari come i jinja organizzano attività per bambini, e quindi qualche atteggiamento più vivace più essere consentito ma comportamenti scorretti e poco rispettosi non sono comuni e accettati per uno straniero: ad esempio per uno straniero un’azione considerata scorretta è quella di bere l’acqua di una fontana chozusha, specialmente in una calda giornata estiva.
Ancora peggio, è davvero irrispettoso addentrarsi nell’area sacra senza permesso.

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