Estratti Libri
Estratti inediti e non tratti dai più bei libri sulla creatività, sui manga, sull’arte e il disegno, sulle arti zen, sul giappone e tanto altro.
Arti Marziali: Kyudo – La ricerca della verità
gennaio 30, 2012 on 11:21 amEstratto dal libro Kyudo. L’essenza e la pratica dell’arcieria giapponese di Hideharu Onuma, Dan De Prospero, Jackie De Prospero
Domandarsi cosa sia un vero tiro è un modo di scoprire la verità nel kyudo.
Per la maggior parte della gente la risposta è ovvia: essi identificano un vero tiro con la precisione. La precisione, naturalmente, è importante e l’abilità nel colpire il centro del bersaglio è basilare per ogni forma di arcieria, ma il kyudo fa una distinzione tra il tiro che è semplicemente abile (noshahichu) e il tiro che viene effettuato correttamente e con la giusta attitudine (seishahichu). La differenza si trova nel modo in cui viene colpito il centro (tekichu).
Ci sono tre livelli di progressiva complessità riguardo a tekichu: toteki (la freccia colpisce il bersaglio), kanteki (la freccia perfora il bersaglio) e zaiteki (la freccia esiste nel bersaglio). In toteki, l’arciere si concentra nella tecnica del tiro. Il suo scopo è raggiungere un punto in cui egli possa costantemente colpire il centro. Continua a leggere…
Arti Marziali: Che cos’è il Kyudo?
gennaio 10, 2012 on 11:34 amEstratto dal libro Kyudo. L’essenza e la pratica dell’arcieria giapponese di Hideharu Onuma, Dan De Prospero, Jackie De Prospero
Il Kyudo, la via dell’arco, ha molto in comune con la cerimonia giapponese del tè (Chado), con la calligrafia (Shodo), l’arte della spada (Iaido) e le varie altre vie che così efficacemente rispecchiano il cuore e la mente del giapponese. Il kyudo è ricco di storia e tradizione ed è tenuto in alta considerazione in Giappone. Molti lo considerano il più puro di tutto il budo (arti marziali).
Nel passato, l’arco era usato per molti scopi: caccia, guerra, giochi di corte e rituali, cerimonie religiose e prove di abilità. Molti di questi giochi e rituali sopravvivono tuttora, ma l’arco giapponese ha da molto tempo perduto il suo valore pratico come arma. Oggi il kyudo viene praticato soprattutto come metodo di sviluppo fisico, morale e spirituale. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 6)
settembre 23, 2011 on 9:00 amSegreto 6 – Le donne giapponesi vanno pazze per i dolci… a modo loro
Le donne nipponiche adorano il cioccolato. Amano i pasticcini, il gelato, i biscotti, e le torte di fagioli rossi. La differenza è che li mangiano meno spesso e in porzioni ridotte (lo avreste mai detto?!) rispetto agli occidentali. In Giappone una fetta di torta è di circa un terzo rispetto a una porzione normale negli Usa.
Il cioccolato di ottima qualità si può trovare ovunque e alcuni panifici di Tokyo non hanno nulla da invidiare alle migliori panetterie di Parigi. Ci sono negozi di ciambelle in tutte le città giapponesi, ma le persone comunque non mangiano grandi quantità di dolci. Si accontentano di consumare meno della metà dei prodotti di pasticceria acquistati in Italia. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 5)
settembre 14, 2011 on 9:26 amSegreto 5 – Le donne giapponesi sono le regine della colazione energetica
Le donne giapponesi non mangiano pancake a colazione, né pile di uova e bacon e neppure bagel e formaggio fresco o muffin ai mirtilli, ma neanche cereali zuccherati. Poverine, penserete voi, gli mancheranno: come devono sentirsi infelici!
Aspettate un attimo e date un’occhiata al loro girovita. Quelle misure regalano loro il record più basso di obesità del mondo industrializzato e dimostrano che sono le regine della colazione energetica. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 4)
giugno 10, 2011 on 10:05 amSegreto 4 – I giapponesi mangiano riso anziché pane
In Giappone pranzare con un panino è diventata una consuetudine come fare colazione con una fetta di toast. Nella terra del Sol Levante sono presenti oltre cinquemila panetterie, che offrono panini italiani, baguette francesi e bagel insieme ad alcune varianti giapponesi di pane dolce (melon pan). Nonostante ciò, nel Paese il consumo di pane è complessivamente molto più basso che in Occidente e il riso continua ad essere il fulcro della dieta.
I giapponesi mangiano una media porzione di riso per ogni pasto che consumano a casa.
Questo permette loro di evitare di mangiare muffin, panini e pane bianco, catastrofici per la pancia, ma diffusissimi tra gli occidentali, che li consumano più volte al giorno. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 3)
giugno 9, 2011 on 8:49 amSegreto 3 – La cucina giapponese è super leggera e ultra delicata
Le donne in Giappone cucinano in modo leggero. Una volta non disponevano di forni, ma anche oggi ricorrono raramente alla cottura arrosto o in forno, visto che le cucine nipponiche sono davvero ristrette e i forni piccoli.
Invece di arrostire e sfruttare il forno, in genere cuociono soprattutto a vapore, grigliano, rosolano, stufano, o friggono velocemente a fiamma media o vivace.
Attraverso queste tecniche riescono a mantenere intatti i principi nutritivi contenuti nei cibi.
Anziché appesantire i piatti con panna, e salse a base di burro o condirli con spezie molto forti, le cuoche di casa usano condimenti delicati e un approccio leggero e raffinato.
Alla base della cucina giapponese casalinga c’è infatti l’idea di valorizzare ogni singolo ingrediente lasciandone l’aspetto, il colore e il gusto il più naturale possibile.
Poco cotto è meglio (Chizuko Moriyama)
Ma c’è anche un’altra grossa differenza: invece di usare grassi animali (burro e oli pesanti) a cucchiaiate, le giapponesi cucinano con sane e piccole dosi di semi di colza o con il dashi, un brodo di pesce e alghe, che è l’ingrediente segreto di qualsiasi cuoco nella terra del Sol Levante. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 2)
giugno 1, 2011 on 9:00 amSegreto 2 – I giapponesi mangiano mini porzioni e le servono in contenitori di piccole dimensioni.
“L’importanza dello spazio vuoto nella presentazione di un piatto giapponese non viene mai sottolineata abbastanza. I piatti non sono riempiti del tutto, al contrario vengono lasciati sempre un pò vuoti. Il vuoto ha un significato estetico come quello della pittura Zen con l’inchiostro”
Masaru Yamamoto, chef
[...] Per i giapponesi vale un antico detto “Hara Hachi Bunme” ovvero “mangia finchè sei sazio all’80%”.
In Giappone si mangia lentamente e ogni boccone deve essere gustato. Ma, ed è questa la cosa meravigliosa, alla fine di un buon pranzo fatto in casa non ti dovresti sentire affatto sazio! Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 1)
maggio 25, 2011 on 9:09 amSegreto 1 – La dieta giapponese è a base di pesce, soia, riso, verdura e frutta.
La maggior parte dei piatti giapponesi sono variazioni su questi cinque ingredienti semplici, ma molto versatili.
Il classico pranzo fatto in casa consiste in un trancio di pesce alla griglia, una ciotola di riso, delle verdure bollite, una porzione di zuppa di miso, qualche fettina di frutta e una tazza di tè verde bollente. Nel significato più generale, però, un pasto è composto semplicemente da una scodella di riso, una di minestra e tre tipi di contorno.
Guardando ai singoli ingredienti, ogni giapponese consuma molto più pesce rispetto agli occidentali e oltre dieci volte la quantità di prodotti a base di soia, senza contare che mangia montagne di riso e andiamo pazzi per le verdure, soprattutto quelle fresche a foglia verde, il daikon e le melanzane [...]
Altre verdure ricche di principi nutritivi molto amate dai miei connazionali sono le alghe marine, fra le quali spiccano kombu, nori e wakame. Non pensate che una semplice dieta a base di pesce, soia, riso, frutta e verdura sia monotona o riduttiva. Lo prova la sorprendente varietà di soluzioni create all’interno di queste restrizioni. Continua a leggere…
Giuditta Dembech: Il colore
settembre 21, 2010 on 9:36 amBranno tratto dal libro “Io Penso Positivo” di Giuditta Dembech
“C’è un mondo quasi del tutto inesplorato in cui risiede la chiave dell’energia eterica, è il mondo del colore.
La cromoterapia ha iniziato tempo fa a sondare quell’abisso variegato, ma c’è ancora molto da scoprire.
Colore è vibrazione. (Per vibrazione si intende un velocissimo movimento):
La materia è composta da atomi che vibrano in modo diverso, secondo orbite prestabilite.
La vibrazione del suono racchiude già in sè la possibilità di produrre e trasmettere calore:
La vibrazione del colore è simile a quella del suono, poichè nel colore è già insita la temperatura (colori caldi e colori freddi hanno lunghezze d’onda molto diverse).
Prima che con la materia fisica, questa lunghezza d’onda interagisce con la materia eterica, cioè con le onde del nostro pensiero che si trasforma in emozione per poi passare al fisico.
Anche i colori rappresentano un bell’enigma per la scienza. Continua a leggere…
Dossier: Goldrake – Storia di un mito – parte 1
agosto 22, 2010 on 11:27 am
“Dicevano che fosse troppo violento, che avrebbe rovinato la psiche di intere generazioni di bambini, e invece, a rivederne le immagini oggi, commuove neanche fosse il Titanic di Cameron.”
Roberto Pavanello
Un ragazzo sta correndo in un corridoio.
Indossa una maglia gialla, a maniche lunghe.
Sopra di essa vi è un gilet che, insieme ai pantaloni e agli stivaletti che ha indosso, contribuisce a dargli un’aria da personaggio di film western [...] Continua a leggere…
Giuditta Dembech: Siate Creativi
luglio 7, 2010 on 10:04 amBrano pubblicato da Mariù e tratto dal sito AnimeRadianti
Liberate la vostra creatività, ciascuno di noi ha dei talenti nascosti che non ha mai coltivato. Spesso, per i motivi più disparati siamo stati costretti a soffocare un talento perché non era il momento giusto, c’erano troppe cose più importanti da fare, non c’era tempo o la disponibilità economica.
Nel vostro piano di ristrutturazione spirituale, inserite la creatività. Può esprimersi in molti modi, guardate in voi stessi, guardatevi attorno e poi decidete cosa vi piace fare.
Tenete presente che non dovete scegliere di fare ciò che in quel momento vi sembra più utile o più logico, ma ciò che vi da più gioia.
Potete dipingere sulla ceramica, disegnare, fare sculture di argilla o di pane, comporre fiori secchi, imparare a rilegare libri o costruire scatole, fare centrini all’uncinetto o maglie di lana ai ferri, potete optare per il bricolage o il giardinaggio, inscrivetevi a un corso di taglio e cucito o dipingere sulla stoffa o sul vetro. Continua a leggere…
Sonia Choquette sulla Creatività
giugno 21, 2010 on 1:04 pmBrano tradotto e pubblicato da Mariù e tratto dal sito AnimeRadianti
“La più alta e gioiosa espressione dello Spirito Divino dentro di noi viene attraverso la creatività. Niente è più potente. Niente esprime di più l’amore per se stessi. E niente è più gratificante. Non ha importanza cosa create, purché renda la vostra vita più bella e soddisfacente, dal momento che tutta la creatività è lo Spirito Santo in azione.
L’ego non crea, solo lo Spirito dentro crea. L’unica cosa che la mente-ego crea è dramma e frustrazione, lasciando voi e tutti quelli intorno a voi svuotati, esausti e infelici. Il dramma, impotente sostituto delle vostra vera espressione creativa, è a buon mercato: voi potete subito capire se state creando con la bella frequenza della Mente Divina o se siete stati inghiottiti dalla frequenza della mente-ego da quanto creativamente vi esprimete nella vostra vita.
Per esempio, se vi ritrovate ad avere frequenti litigi con i vostri cari, vi sentite spesso arrabbiati e maltrattati a lavoro, spendete molto tempo a rimuginare su commenti che altri hanno fatto – o non hanno fatto, se vi offendete facilmente, causate discordia o siete nervosi con gli altri e spesso affermate che non avete altra scelta e dovete semplicemente soffrire perché la vita è così, allora state vivendo nel dramma. Continua a leggere…
Louise Hay: Affermazioni Positive per Esprimere la Creatività
maggio 12, 2010 on 12:40 pm… tratto dal sito Anime Radianti
Non commettete mai l’errore di pensare che siete troppo vecchi per fare qualcosa. La mia stessa vita non ha avuto un vero significato se non dopo i 40, quando iniziai ad insegnare.
A 50 anni fondai la mia piccola casa editrice. A 55, mi sono avventurata nel mondo dei computer, ho preso lezioni e ho vinto la paura di usarli. A 60 ho iniziato il mio primo giardino e da allora sono diventata un’instancabile giardiniere organico che coltiva il proprio cibo. A 70 mi sono inscritta ad un corso d’arte per bambini. Qualche anno dopo, ho cambiato completamente la mia calligrafia – inspirata dall’autore Vimala Rodgers, che ha scritto Cambia la tua scrittura Cambia la tua Vita. A 75 anni mi sono diplomata ad un corso d’arte per adulti e ho iniziato a vendere i miei dipinti. Continua a leggere…
Louise Hay sulla Creatività – I can do it!
maggio 9, 2010 on 11:20 am…dal sito Anime Radianti
Non potrete mai esprimere creativamente voi stessi continuando a pensare o a parlare di quanto siete goffi e maldestri. Se dite: “Non sono creativo”, questa è un’affermazione che sarà vera per voi fino a quando continuerete a ripeterla.
C’è un’innata creatività che fluisce attraverso di voi, che se la lasciate venir fuori, vi sorprenderà e vi riempirà di gioia. Voi siete sempre connessi al flusso creativo dell’Universo. Alcuni di voi possono esprimere se stessi più creativamente di altri ma tutti possono farlo. Noi creiamo la nostra vita ogni giorno. Ognuno di noi ha talenti e abilità unici.
Sfortunatamente, troppi di noi hanno avuto l’esperienza di veder soffocata la nostra creatività da ben intenzionati adulti quando eravamo ancora bambini. Io ho avuto un insegnante che una volta mi disse che non potevo ballare perché ero troppo alta. Ad una mia amica era stato detto invece che non sapeva disegnare solo perché aveva disegnato l’albero sbagliato. Questo è assolutamente ridicolo, ma eravamo bambini obbedienti e abbiamo creduto a quelle parole. Ora possiamo andare avanti. Continua a leggere…
Intervista a Toru Fujisawa – parte 2
marzo 19, 2010 on 6:46 pmVi presento la seconda e ultima parte dell’intervista fatta a Toru Fujisawa, autore di GTO – Great Onegai Teacher.
L’intervista è tratta dal libro Draw Your Own Manga – All The Basics e tradotta da Sakura per SakuraMagazine
VOGLIO IMPARARE QUESTA TECNICA!!
Le particolari caratteristiche dei tuoi lavori sono soprattutto: linee chiare e spesse e vivaci composizioni, con immagini molto forti estese addirittura in due pagine.
I tuoi personaggi hanno inoltre occhi lucenti e brillanti che affascinano sicuramente il lettore.
Quando tu disegni un personaggio, qual’è la parte su cui presti maggiore attenzione?
Il modo in cui viene realizzato un volto è molto importante. Io presto molta attenzione a come realizzo le espressioni facciali e cerco di farle nel miglior modo possibile.
Nelle marionette del Bunrako, ad esempio, basta un solo piccolo spostamento delle sopracciglia per cambiare l’intera espressione del burattino.
Questo è fantastico.
Anche un qualsiasi oggetto all’apparenza così insignificante ha un grande potere, per questo motivo nei manga io presto tutta l’attenzione possibile quando disegno le sopracciglia e l’espressione del viso. Continua a leggere…
Intervista a Toru Fujisawa – parte 1
marzo 17, 2010 on 7:01 pmVi presento la prima parte dell’intervista fatta a Toru Fujisawa, autore di GTO – Great Onegai Teacher.
L’intervista è tratta dal libro Draw Your Own Manga – All The Basics e tradotta da Sakura per SakuraMagazine
Famoso internazionalmente, Toru Fujisawa è l’autore di “GTO: Great Onegai Teacher”, famosissimo manga che racconta del capo di una banda di mototeppisti che decide di intraprendere la professione di insegnante presso un liceo per ragazze.
Da qui partono tutta una serie di problemi ed eventi che il protagonista, l’entusiasta professore, si vedrà costretto ad affrontare.
Questo manga ha raggiunto una popolarità senza precedenti, tanto da essere stati realizzati in seguito alla pubblicazione del manga anche una serie TV, film e una serie animata, ottenendo ciascuno di questi lavori un grandissimo successo. Continua a leggere…
Intervista a Takao Yaguchi – parte 3
marzo 1, 2010 on 7:11 pmVi presento la terza ed ultima parte dell’intervista fatta a Takao Yaguchi, autore di Sanpei, il ragazzo pescatore.
L’intervista è tratta dal libro Draw Your Own Manga – All The Basics e tradotta da Sakura per SakuraMagazine
VOGLIO REALIZZARE DEI DISEGNI BELLISSIMI
E’ veramente fantastico il modo in cui realizzi la natura negli sfondi, è una delle speciali caratteristiche dei tuoi lavori.
Visiti tanti posti differenti come parte della tua ricerca per realizzare tali sfondi?
Si certamente. Mi piace fare disegni dettagliati.
I manga sono disegni, ma sono anche arte, quindi è importante cercare di realizzare delle splendide illustrazioni.
Da quando ho raggiunto i 60 anni, sento ancora più forte la voglia di disegnare manga di qualità.
In “Heisei Sanpei” (Sanpei versione moderna) sto mettendo infatti tutte le mie energie per cercare di raggiungere l’altà qualità anche nei minimi dettagli. Continua a leggere…
Intervista a Takao Yaguchi – parte 2
febbraio 22, 2010 on 8:48 pmVi presento la seconda parte dell’intervista fatta a Takao Yaguchi, autore di Sanpei, il ragazzo pescatore.
L’intervista è tratta dal libro Draw Your Own Manga – All The Basics e tradotta da Sakura per SakuraMagazine
Il tuo pezzo è apparso nella stessa edizione di “Garo” in cui è apparso anche il pezzo di Sanpei Shirato (Aprile 1969).
Quando vieni accettato per una pubblicazione, acquisti più fiducia. In ogni lavoro che fai pensi: ” Ah ecco come fare!”, come se ricevessi di colpo la facoltà di disegnare. Sei così eccitato che da dentro ti senti spronato a disegnare ancora e realizzi finalmente che tu davvero sai disegnare.
Pensa che io, che non avrei mai completato neanche un lavoro, poi improvvisamente sono riuscito a pubblicarne addirittura cinque in un anno!
E’ come se una porta si spalancasse davanti a te.
E’ stato in quel periodo che hai perso anche un pò della tua determinazione e volontà di diventare un vero professionista, hai quasi rinunciato perchè pensavi che fosse impossibile.
Avevo già 29 anni e due figli. I dipendenti in banca non erano ben pagati e i miei risparmi non erano poi così tanti. Credevo che il mio sogno di diventare un professionista molto probabilmente sarebbe finito per rimanere solo un sogno di un adolescente; pensavo fosse un’ultima traccia della mia giovinezza che sarebbe scomparsa, esattamente come un girino che perde la coda.
Credevo che sarebbe finita prima del tempo quindi disegnai l’ultima parte del mio lavoro come una sorta di ultimo ricordo della mia giovinezza. Continua a leggere…
Intervista a Takao Yaguchi – parte 1
febbraio 20, 2010 on 8:02 pmIntervista tratta dal libro Draw Your Own Manga – All The Basics e tradotta da Sakura per SakuraMagazine
All’età di 30 anni il creatore di Sanpei, Takao Yaguchi, lascia il suo sicuro posto di lavoro in banca per gettarsi a capofitto nel mondo dei professionisti manga finendo così per inventare un nuovo, innovativo stile: il “Fishing Manga“, il “manga da pesca”!
IL SENTIERO DELL’ARTISTA MANGA
Proprio per saperne di più riguardo il lavoro di Yaguchi, gli ho chiesto di parlarci di quelle che sono state le opere che lo hanno maggiormente influenzato.
Lui mi ha detto che all’età di 4 anni era già rimasto molto colpito dal colossal di “Monkey: Journey to the West” (un classico della letteratura cinese).
Da ragazzino precoce, già a quell’età si cimentava a copiare le immagini delle illustrazioni che aveva.
Ricordo che durante la guerra, la carta era difficile da trovare, perciò disegnavo sulle pagine vuote che c’erano nei libri tra un capitolo e l’altro.
Le matite non erano proprio di buona qualità, tanto è vero che dovevi leccare la mina o bagnarla per riuscire a disegnare linee più scure.
Di solito disegnavo soldati con l’elmo d’acciaio su carta Shoji (carta di riso) con pennello e inchiostro. Continua a leggere…
Creatività: Metti amore in ciò che fai!
dicembre 17, 2009 on 11:52 pmSe ami veramente fare una cosa, essa diventa creativa!
Avete mai sentito di un giardiniere che abbia ricevuto il Premio Nobel per aver creato la vita, per aver generato qualcosa di meraviglioso?
Avete mai sentito che un contadino abbia ricevuto un premio per aver arato i campi e fornito a tutti voi il nutrimento? No, costoro vivono e muoiono come se non fossero mai esistiti.
Mi rammento che Abramo Lincoln era figlio di un calzolaio e diventò presidente degli Stati Uniti d’America [...]
“Gli aristocratici si sentivano a disagio, erano irritati e scontenti [...] non riuscivano ad accettare l’idea che il presidente degli Stati Uniti d’Ameri ca fosse il figlio di un calzolaio. Continua a leggere…
Creatività: Il Credo di Osho
dicembre 16, 2009 on 11:09 amQualsiasi cosa fai, se la fai con gioia, se la fai con amore, se il tuo atto non è solo frutto di un semplice calcolo economico, sei creativo!
La creatività non ha nulla a che vedere con un’attività in particolare; nulla a che vedere con la pittura, la poesia, la danza o il canto. Non ha nulla a che fare con qualcosa di specifico.
Qualsiasi cosa può essere creativa: sei tu che introduci quella qualità nelle tue azioni.
L’azione in sé non è creativa. Puoi dipingere o cantare in modo del tutto non creativo; puoi pulire il pavimento o cucinare in modo del tutto creativo.
La creatività è la qualità che tu introduci nelle tue azioni: è un’attitudine, un approccio interiore… è il modo in cui guardi le cose.
Dunque, come prima cosa, ricorda di non confinare la creatività a nulla di particolare. Continua a leggere…
Creatività: Agisci in sintonia con la natura
dicembre 9, 2009 on 11:22 pmOgni volta che sarai in sintonia con il ritmo naturale dell’Universo, sarai un poeta, un pittore, un musicista, un danzatore. Provaci!
La creatività è uno stato paradossale della consapevolezza e dell’essere. E’ l’azione che scaturisce dall’assenza di attività: è ciò che Lao Tzu ha chiamato wei-wu-wei.
Significa lasciare che accada qualcosa attraverso di sè: non è agire, è permettere un accadere. Significa diventare un canale, affinchè il Tutto possa fluire attraverso di te; significa diventare una canna di bambù vuota, nient’altro che una canna di bambù vuota.
In questo caso qualcosa inizierà immediatamente ad accadere poichè, nascosto nell’essere umano c’è il divino: devi solo concedergli un pò di spazio, un passaggio minimo per permettergli di fluire attraverso di te.
La creatività è questo: permettere a Dio di accadere; la creatività è uno stato religioso dell’essere. Continua a leggere…
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