Curiosità

Tutte le curiosità e le news dall’Oriente.

Naomi Moriyama – Il primo pilastro della cucina giapponese: il pesce

maggio 7, 2012 on 11:51 am

Non ci sono questioni a riguardo. Il Giappone è una nazione che va pazza per il pesce: possiamo considerarlo la carne del Paese. I giapponesi mangiano pesce per colazione, a pranzo e cena. Fanno uno spuntino con polpette di riso cosparse di pesce. Mangiano tonno crudo, sushi di trota, merluzzo teriyaki, sgombro stufato nel miso, zuppa di vongole, capesante fritte, tempura di gamberi, polpo marinato in aceto di riso e calamari alla griglia. [...]

La mania per il pesce in Giappone affonda le sue radici nel VII secolo d.C., quando un imperatore particolarmente devoto a Buddha emise un ampio decreto sui diritti degli animali, dichiarando fuori legge il cibarsi di qualunque creatura terrestre. L’editto reale rimase in vigore per milleduecento anni, fino al 1873, lasciando scorazzare nei campi, più o meno indisturbati, milioni e milioni di mucche, maiali e polli, benché continuassero a esistere giapponesi segretamente innamorati della carne, che riuscivano a ottenere sotto banco l’occasionale pezzo di pollo cotto di contrabbando o pepite di cavallo alla griglia. Continua a leggere…

Kojiki 古事記

aprile 17, 2012 on 11:20 am

Kojiki 古事記 (che letteralmente significa “cronaca di antichi eventi“) è la più antica opera esistente in Giappone che narra di tutti gli eventi antichi di questa affascinante terra piena di cultura e tradizione. Il testo è in realtà un’opera di tre libri (巻, maki), scritta in giapponese antico (o è meglio dire in una lingua che è un misto di giapponese e cinese) nel 712 d.C. dal nobile Ō-No-Yasumaro (太安万侶) su richiesta dell’imperatore Tenmu (天武) per essere alla fine presentata alla corte dell’imperatrice Genmei.

Il Kojiki rappresenta una raccolta di miti e leggende sull’origine delle quattro isole giapponesi, racconta dei Kami, delle antiche pratiche shintoiste e vari rituali.

Struttura del Testo

Il Kojiki contiene varie canzoni e poesie; i documenti storici e più antichi sono scritti in un particolare cinese con l’aggiunta di elementi giapponesi, le canzoni invece sono scritte solamente con caratteri cinesi. Continua a leggere…

Arti Marziali: Kyudo – La ricerca della verità

gennaio 30, 2012 on 11:21 am

Estratto dal libro Kyudo. L’essenza e la pratica dell’arcieria giapponese di Hideharu Onuma, Dan De Prospero, Jackie De Prospero

Domandarsi cosa sia un vero tiro è un modo di scoprire la verità nel kyudo.

Per la maggior parte della gente la risposta è ovvia: essi identificano un vero tiro con la precisione. La precisione, naturalmente, è importante e l’abilità nel colpire il centro del bersaglio è basilare per ogni forma di arcieria, ma il kyudo fa una distinzione tra il tiro che è semplicemente abile (noshahichu) e il tiro che viene effettuato correttamente e con la giusta attitudine (seishahichu). La differenza si trova nel modo in cui viene colpito il centro (tekichu).

Ci sono tre livelli di progressiva complessità riguardo a tekichu: toteki (la freccia colpisce il bersaglio), kanteki (la freccia perfora il bersaglio) e zaiteki (la freccia esiste nel bersaglio). In toteki, l’arciere si concentra nella tecnica del tiro. Il suo scopo è raggiungere un punto in cui egli possa costantemente colpire il centro. Continua a leggere…

Capodanno Cinese: 2012 – Anno del Dragone Nero d’Acqua

gennaio 26, 2012 on 12:09 pm

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Il Dragone è l’incarnazione del potere primordiale – il Signore Supremo di tutti gli elementi. Il Dragone è il maestro del Fuoco, della Terra, dell’Acqua e del Vento. Come totem, il Dragone serve come potente guardiano e guida.
I Dragoni sono portatori di equilibrio e magia, incoraggiandoci ad entrare in contatto con la nostra natura psichica e a vedere il mondo attraverso gli occhi del mistero e della meraviglia. Un Dragone può essere un potente alleato negli sforzi quotidiani necessari per vivere le nostre vite.
Gli antichi Cinesi credevano in quattro magici, spirituali e benevolenti animali: il Dragone, la Tartaruga, l’Unicorno e la Fenice. Il Dragone era il più venerato tra tutti. Tra i suoi artigli tiene un enorme e magico uovo perlato, che ha il potere di moltiplicare qualsiasi cosa tocchi. Gli Antichi credevano che l’uovo simboleggiasse il tesoro più prezioso, ovvero la Saggezza. Si diceva che le Uova di Dragone condividessero i loro potere con chi li possedeva. Sempre accompagnati da tuoni e pioggia, i Dragoni si muovono come lampi e vortici – molto potenti e del tutto imprevedibili.
La medicina del Dragone include cambiamento e trasformazione, saggezza, infinito, longevità e movimento attraverso lo spazio. Il potere del Dragone è quello di cambiare la propria pelle e di rinascere come un essere nuovo e trasformato. Il Dragone ci offre un’invincibile protezione e un’innata magia, aggiungendo extra potere a qualsiasi pensiero possiate avere. Il Dragone rappresenta il sé sopranaturale e infinito. Può scacciare via spiriti maligni erranti, proteggere gli innocenti e donare salvezza a tutti coloro che possiedono il suo uovo.
I Dragoni portano grande abbondanza, prosperità e buona fortuna. Loro sono l’ultima rappresentazione delle forze di Madre Natura, la più grande forza divina sulla Terra. Sin dagli albori, i Dragoni erano i guardiani dei tesori, trattenendo le alluvioni e dispensando conoscenza. Originariamente si credeva che i Dragoni fossero coloro i quali parlavano direttamente con gli Dei.
Un Dragone è pieno di vita, coraggioso, estremamente indipendente e amante della libertà. Ha bisogno di un ambiente che gli consenta di esprimere tutta la sua personale creatività. I Dragoni sono sognatori, amano l’avventura e credono di essere destinati ad ottenere grande successo. Il Dragone vuole lasciare un gran segno nel mondo. Se il Dragone si mette all’opera per realizzare i propri sogni, non ci sono limiti alle altezze che possono raggiungere.
Nell’Antica Cina, il celeste Dragone rappresentava l’imperatore e il potere. Oggi, è il simbolo per eccellenza della fortuna e del successo. Che il celeste Dragone possa portare grande fortuna a tutti noi.
Tratto dall’articolo di Gillian Mac-Beth Louthan “2012 at a Glimpse”
Traduzione: Mariù per Anime Radianti
Per maggiori informazioni sul Capodanno Cinese di cui i festeggiamenti sono ancora in corso, potete inoltre leggere gli i seguenti articoli proposti da SakuraMagazine:
Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 1
Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 2
Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 3

Il Dragone è l’incarnazione del potere primordiale – il Signore Supremo di tutti gli elementi. Il Dragone è il maestro del Fuoco, della Terra, dell’Acqua e del Vento. Come totem, il Dragone serve come potente guardiano e guida.

I Dragoni sono portatori di equilibrio e magia, incoraggiandoci ad entrare in contatto con la nostra natura psichica e a vedere il mondo attraverso gli occhi del mistero e della meraviglia. Un Dragone può essere un potente alleato negli sforzi quotidiani necessari per vivere le nostre vite.

Gli antichi Cinesi credevano in quattro magici, spirituali e benevolenti animali: il Dragone, la Tartaruga, l’Unicorno e la Fenice. Il Dragone era il più venerato tra tutti. Tra i suoi artigli tiene un enorme e magico uovo perlato, che ha il potere di moltiplicare qualsiasi cosa tocchi. Gli Antichi credevano che l’uovo simboleggiasse il tesoro più prezioso, ovvero la Saggezza. Si diceva che le Uova di Dragone condividessero i loro potere con chi li possedeva. Sempre accompagnati da tuoni e pioggia, i Dragoni si muovono come lampi e vortici – molto potenti e del tutto imprevedibili. Continua a leggere…

Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 3

gennaio 24, 2012 on 10:00 am

capodanno-cineseDopo aver parlato di come sia nato il Capodanno Cinese, di cosa avvenga in questi giorni e quali sono i rituali, per concludere questa serie di articoli sulla Festa di Primavera, vediamo di conoscere ora alcune pratiche tradizionali legate a queste giornate.
(C’è da sottolineare che a causa della vastità del territorio cinese, è possibile che ci siano variazioni tra una regione e l’altra: alcuni luoghi possono essere più sensibili a certe pratiche rispetto ad altre).

Fuochi d’artificio

In Cina, i fuochi d’artificio sono sempre stati sin dai tempi antichi un tradizionale elemento in questa festa: scoppi rumorosi, forti luci, confusione e tantissimi colori sono considerati modi per scacciare gli spiriti maligni. Continua a leggere…

Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 2

gennaio 24, 2012 on 9:00 am

dragone1bNonostante questo evento così importante in Oriente duri 15 giorni, nella maggior parte dei luoghi dove viene celebrata questa festività, uffici, negozi o scuole non interrompono la loro attività lavorativa o al massimo lo fanno ma solo i primi giorni.
Ad esempio in Cina è considerata festa e quindi vacanza solo i primi tre giorni del nuovo anno; in Taiwan sono festivi i primi cinque giorni mentre in Malesia, Singapore, Filippine solamente il primo giorno.
In Giappone, dove l’osservanza del Capodanno Cinese è stata fino al 1873, dopo la Restaurazione Meiji, la festa ha perso ufficialità ed è stata sostituita dal Capodanno Giapponese che sarebbe il primo gennaio (come in Occidente) con i primi tre giorni dell’anno festivi. Continua a leggere…

Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 1

gennaio 24, 2012 on 8:00 am

imagesLa Festa di Primavera o Capodanno Lunare o ancora Capodanno Cinese (come viene generalmente chiamato in Occidente) è una delle più importanti festività tradizionali cinesi.
E’ chiaro che questo evento celebra l’inizio del nuovo anno, che solitamente si tiene tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, seguendo naturalmente il calendario cinese.
Questo Capodanno ad ogni modo non è celebrato solo in Cina ma in molti altri paesi dell’Estremo Oriente come Korea, Nepal, Mongolia, Buthan, Vietnam ma anche in Giappone (o almeno in Giappone lo si festeggiava ufficialmente sino al 1873, anno in cui si decise di adottare il “Capodanno Occidentale”).

Ma torniamo al Capodanno Cinese: perchè si festeggia in giorni che vanno dalla fine di gennaio fino alla metà di febbraio? Continua a leggere…

Hatsumōde 初詣

dicembre 29, 2011 on 1:57 pm

Hatsumode (初詣 hatsumōde) è la prima visita al tempio in Giappone. Alcuni lo visitano il primo giorno, altri preferiscono il secondo o terzo giorno del Nuovo Anno, nei giorni in cui sono liberi dal lavoro. Solitamente durante la prima visita si prega e si esprimono i propri desideri alla divinità e i nuovi propositi, poi si acquista un nuovo O-Mamori (un amuleto della fortuna) restituendo il vecchio al tempio che si occuperà successivamente di bruciarlo.

La maggior parte dei giapponesi non lavora dal 29 dicembre sino al 3 gennaio e durante questo periodo di tempo ci si occupa di pulire tutta casa, pagare vecchi debiti, visitare amici e famiglia e scambiarsi dei regali. E’ costume passare la mattina presto del primo giorno dell’anno nella preghiera e nell’adorazione delle divinità, brindare con del sakè e mangiare del cibo per celebrare.
Durante l’Hatsumode è comune vedere gli uomini indossare il proprio kimono tradizionale anche se questa è una delle rare occasioni in cui lo indossano. Continua a leggere…

Il Vortice di Naruto (鳴門の渦潮)

dicembre 6, 2011 on 12:05 pm

Vortice di NarutoIl fenomeno del Vortice di Naruto (鳴門の渦潮 Naruto no Uzushio) si forma appunto nello stretto di Naruto, un collegamento di 1.3 Km tra l’Oceano Pacifico e il Mare Interno che separa le isole Honshuu e Shikoku.
Il fenomeno nasce da un particolare effetto della marea: due volte al giorno infatti la marea riversa in questo stretto una gran quantitativo di acqua e altrettante due volte la rimuove.
Questa immersione e rimozione di acqua crea una differenza di un 1.5 metri nel livello del mare; poichè lo stretto non è ampio, l’acqua scorre lungo tutto il canale ad una velocità di 13/15 Km/h quattro volte al giorno: due per uscire e due per entrare.
Se poi c’è corrente, come accade nei mesi primaverili, la velocità aumenta e questo provoca un particolare vortice, il Vortice di Naruto.

Curiosità

Il Vortice di Naruto è stato preso come ispirazione per la creazione del famoso manga e anime Naruto che porta come suo simbolo proprio una spirale a ricordo del fenomeno giapponese.

Cucina Giapponese: Kamaboko

novembre 15, 2011 on 9:00 am

g08_kamabokoIl kamaboko è un tipo di cibo, parte della cucina giapponese, ottenuto dalla lavorazione del pesce: si realizza infatti con surimi e pesce azzurro frullati e talvolta anche colorati.
Durante la preparazione si realizzano dei lunghi panetti che vengono poi cotti finchè la consistenza non rimane solida in modo che una volta cotto possa venire facilmente affettato.
Le fette di Kamaboko possono essere servite sia a temperatura ambiente sia raffreddate con l’aggiunta di alcune salse o incluse in zuppe.
Possono anche decorare vari piatti se le fette vengono servite a forma di spirale, forma più comune; questo tipo di Kamaboko viene chiamato Naruto riferendosi al Vortice di Naruto, quel fenomeno che viene a crearsi proprio nello Stretto di Naruto, uno dei collegamenti fra l’Oceano Pacifico e il Mare Interno che separa le isole Honshuu e Shikoku.
Il kamaboko rosso e quello bianco si servono durante i giorni di festa perchè secondo la tradizione questi sono i due colori che portano fortuna.
Esiste una particolare variante del Kamaboko chiamata Kanikama (diminutivo di Kani-Kamaboko) ottenuta dalla polpa di granchio.
Una terza variante è il Chiikama, kamaboko e formaggio, venduto in Giappone come snack.

Curiosità

Esiste una particolare organizzazione, chiamata proprio organizzazione giapponese del Kamaboko che ha decretato nel 1983 che il 15 novembre è il giorno in cui si festeggia ufficialmente la “Giornata del Kamaboko”.

Per chi volesse esplorare la cucina giapponese, scoprirne i segreti e imparare nuove ricette, consiglio:

Il Giappone in cucina. Ricette facili da realizzare in Italia di Kyoko Asada

La cucina giapponese. Piatti raffinati tra tradizione e innovazione

Sempre giovani e magre. I segreti in cucina delle donne giapponesi di Naomi Moriyama

Per chi invece vuole restare fedele ai sapori tipici del Sushi e Sashimi e imparare qualche buona regola di galateo giapponese:

Sushi sashimi. L’arte della cucina Giapponese di Kuroda Keisuke e Rosalba Gioffrè

Sushi. Gusto e benessere di Hirotsugu Aisu, Sara Roversi, e Domenico Tiso


Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 7)

settembre 30, 2011 on 8:00 am

Un segreto in più – I giapponesi fanno attività fisica durante tutta la giornata.

Il cibo non è l’unica ragione per cui i giapponesi vivono così a lungo e in salute. Un altro fattore  è l’esercizio fisico che svolgono quotidianamente.
I giapponesi godono di buona salute e sono in forma smagliante perchè sono un popolo attivo e fanno un sacco di movimento. Ecco come si deve vivere per arrivare a 100 anni”, sottolineava il Time in un reportage sul Giappone.
Soprattutto gli anziani sono i più attivi [...]
Prendiamo la mia famiglia, ad esempio. Mia madre non solo percorre a piedi le strade di Tokyo ogni giorno, spesso scendendo e salendo rampe di scale di corsa, ma nel week-end va a fare escursioni in montagna con i suoi amici. La scorsa estate, i miei portarono me e Billy sul monte Takao, una collina di 600 metri in uno dei parchi nazionali intorno a Tokyo. Quando raggiungemmo la cima dopo una camminata di novanta minuti, io ero un pò affaticata mentre mia madre non era affatto stanca! Continua a leggere…

Le insegne imperiali del Giappone: Yasakani no Magatama, la gemma sacra

settembre 28, 2011 on 8:00 am

3jadeYasakani no Magatama (o 八尺瓊曲玉 o 八坂瓊曲玉 Giada di Yasakani ) è uno dei tre sacri tesori imperiali giapponesi insieme alla Spada del Paradiso (Ama no Murakumo) e allo Specchio Sacro (Yata no Kagami).
Nella mitologia questo gioiello, insieme allo Specchio Sacro, venne appeso ad un albero fuori dalla caverna dove Amaterasu, dea del sole, si era nascosta facendo cadere il mondo nell’oscurità, per convincerla a venir fuori. Si suppone sia in realtà una collana di pietre di giada Magatama e non solamente una gemma come tutte le credenze popolari raccontano.
Stando sempre a quanto dicono le leggende, la gemma è racchiusa nel Palazzo Imperiale di Tokyo.

Nella cultura popolare, la gemma viene raffigurata come una sfera dalle dimensioni di una pallina con una coda. Si pensa che in realtà la gemma originale sia stata rotta o rielaborata ma non ci sono prove sufficienti per affermare ciò con certezza anche perchè l’unica a vederla è l’imperatore durante una cerimonia di incoronazione ed è solamente lui a vederla e alcuni sacerdoti che hanno il compito di custodirla e presentarla durante questa cerimonia.

Se volete potete distribuire liberamente questo testo, in maniera non commerciale e gratuitamente, conservandone l’integrità, comprese queste note, i nomi degli autori ed il link http://sakuramagazine.com

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Le insegne imperiali del Giappone: Ama no Murakumo, la spada leggendaria

settembre 27, 2011 on 8:00 am

3swordAma no Murakumo (o 天叢雲剣 Ama no Murakumo no Tsurugi o meglio Kusanagi no Tsurugi) o comunemente chiamata Spada del Paradiso, è una spada leggendaria appartenente alla mitologia shintoista giapponese che fa parte delle tre sacre insegne della famiglia imperiale giapponese.

Storia e leggenda dell’Ama no Murakumo

La storia della spada leggendaria trova le sue radici nelle più antiche storie mitologiche giapponesi.
Secondo quanto narra l’antico testo Kojiki, il dio del mare e delle tempeste Susanoo incontrò nella regione di Izumo una famiglia disperata poichè aveva dovuto sacrificare sette delle loro figlie al malvagio mostro Yamato no Orochi che ora rivendicava in sacrificio anche l’ultima delle figlie.
Innamoratosi della giovane, per la sua bellezza e indiscussa eleganza, Susanoo si offrì di salvarla ma solo se in cambio avrebbe potuto avere in sposa la giovane.
Ovviamente la famiglia per potere salvare la propria figlia, accettarono la proposta, lasciando così che Susanoo uccidesse il mostro; dopo averlo abbattuto con successo la spada fu ciò che Susanoo trovò in una delle code del mostro, spada che successivamente divenne leggendaria.

Esistono però altre varianti che raccontano di questa impresa, tutte però che vedono come vincitore Susanoo che, abbattuto il mostro, trova la spada in una delle sue code. Continua a leggere…

Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 6)

settembre 23, 2011 on 9:00 am

Segreto 6 – Le donne giapponesi vanno pazze per i dolci… a modo loro

Le donne nipponiche adorano il cioccolato. Amano i pasticcini, il gelato, i biscotti, e le torte di fagioli rossi. La differenza è che li mangiano meno spesso e in porzioni ridotte (lo avreste mai detto?!) rispetto agli occidentali. In Giappone una fetta di torta è di circa un terzo rispetto a una porzione normale negli Usa.
Il cioccolato di ottima qualità si può trovare ovunque e alcuni panifici di Tokyo non hanno nulla da invidiare alle migliori panetterie di Parigi. Ci sono negozi di ciambelle in tutte le città giapponesi, ma le persone comunque non mangiano grandi quantità di dolci. Si accontentano di consumare meno della metà dei prodotti di pasticceria acquistati in Italia. Continua a leggere…

Le insegne imperiali del Giappone

settembre 22, 2011 on 9:00 am

220px-三神器Le insegne imperiali del Giappone (chiamate anche 三種の神器 Sanshu no Jinji o i Tre Sacri Tesori) sono:

- La Spada Kusanagi 草薙剣(che però oggi si ritiene essere solo una copia)
- La Gemma Yasakani no Magatama 八尺瓊曲玉
- Lo specchio Yata no Kagami 八咫鏡

Sono da sempre conosciuti come i tre sacri tesori del Giappone poichè rappresentavano ciascuna le tre virtù: la spada rappresenta infatti il valore, lo specchio la saggezza e la gemma la benevolenza.

La spada oggi si trova al tempio di Atsuta a Nagoya, lo specchio al tempio di Ise nella prefettura di Mie e la gemma invece al Palazzo Imperiale a Tokyo.
Solitamente questi oggetti vengono ogni volta presentati dai sacerdoti del tempi che custodiscono gli oggetti all’imperatore durante la cerimonia di insediamento del trono imperiale.
Poichè questa cerimonia non è pubblica, per tradizione sono oggetti che vengono visti solo dall’imperatore e dai sacerdoti; inoltre non esistono fotografie o disegni ma solo immaginarie ricostruzioni. Continua a leggere…

Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 5)

settembre 14, 2011 on 9:26 am

Segreto 5 – Le donne giapponesi sono le regine della colazione energetica

Le donne giapponesi non mangiano pancake a colazione, né pile di uova e bacon e neppure bagel e formaggio fresco o muffin ai mirtilli, ma neanche cereali zuccherati. Poverine, penserete voi, gli mancheranno: come devono sentirsi infelici!
Aspettate un attimo e date un’occhiata al loro girovita. Quelle misure regalano loro il record più basso di obesità del mondo industrializzato e dimostrano che sono le regine della colazione energetica. Continua a leggere…

Masaru Emoto: Amore e Gratitudine per l’Acqua

luglio 19, 2011 on 8:09 am

“Uchu no mugen no chikara ga kori kotte makoto no yamato no miyo ga narinatta”
(Il potere Infinito dell’Universo si è cristallizzato per creare un mondo di verità e di grande armonia)

Come molti di voi sapranno già, il dottor Masaru Emoto è uno dei maggiori esperti sul linguaggio con cui l’acqua comunica con noi costantemente e di come, meravigliosamente, risponda agli stimoli esterni.
Con innumerevoli esperimenti, prove, test e fotografie (presenti in tutti i suoi libri) ha dimostrato come l’acqua sia in grado di memorizzare le vibrazioni che riceve dall’ambiente esterno e sottoforma di cristalli risponde a questi stimoli e a queste vibrazioni.
Emoto ha fotografato innumerevoli esemplari di cristalli d’acqua creati in risposta a parole, stati d’animo, brani musicali, mostrandoci come questo possa influenzare enormemente il nostro stesso benessere e la nostra salute.

Poichè infatti l’acqua reagisce ai pensieri, per noi che siamo costituiti per l’80% di acqua, significa che molto del nostro benessere/malessere dipende dai nostri pensieri e dal nostro modo di rivolgerci a noi stessi.
E’ facile perciò comprendere come in realtà possa essere facile per noi vivere una vita più salutare, sana, provando ogni giorno ad usare apprezzamenti e pensieri positivi verso di noi. Ma non solo!
Possiamo donare salute e benessere anche al nostro caro e amato Pianeta Terra: essendo costituito dal 70% di acqua, noi stessi con le nostre parole e le nostre preghiere possiamo guarire e purificare la nostra Terra. Continua a leggere…

Umi no Hi (海の日)

luglio 18, 2011 on 8:15 am

on-the-beachUmi No Hi (海の日), meglio conosciuta come Giorno del Mare/Oceano (Sea/Ocean Day) è una ricorrenza molto importante in Giappone, festeggiata tradizionalmente il terzo lunedì del mese di luglio. Essendo festa nazionale e giorno di vacanza per tutti, molti giapponesi ne approfittano per godersi una giornata di sole e di relax recandosi in spiaggia, per onorare il mare e l’acqua.

Storia dell’Umi no Hi

Fino al 1996, questa ricorrenza era meglio conosciuta come Umi no kinen bi (Marine Memorial Day).
Il Ministro delle Comunicazioni giapponesi Shozo Murata stabilì che fosse considerata festa nazionale nel 1942, come giorno dedicato alla commemorazione dell’Imperatore Meiji e del suo viaggio compiuto nel 1876 con la sua nave Meiji Maru, costruita in Inghilterra nel 1874. Continua a leggere…

Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 4)

giugno 10, 2011 on 10:05 am

Segreto 4 – I giapponesi mangiano riso anziché pane
In Giappone pranzare con un panino è diventata una consuetudine come fare colazione con una fetta di toast. Nella terra del Sol Levante sono presenti oltre cinquemila panetterie, che offrono panini italiani, baguette francesi e bagel insieme ad alcune varianti giapponesi di pane dolce (melon pan). Nonostante ciò, nel Paese il consumo di pane è complessivamente molto più basso che in Occidente e il riso continua ad essere  il fulcro della dieta.

I giapponesi mangiano una media porzione di riso per ogni pasto che consumano a casa.
Questo permette loro di evitare di mangiare muffin, panini e pane bianco, catastrofici per la pancia, ma diffusissimi tra gli occidentali, che li consumano più volte al giorno. Continua a leggere…

Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 3)

giugno 9, 2011 on 8:49 am

Segreto 3 – La cucina giapponese è super leggera e ultra delicata

Le donne in Giappone cucinano in modo leggero. Una volta non disponevano di forni, ma anche oggi ricorrono raramente alla cottura arrosto o in forno, visto che le cucine nipponiche sono davvero ristrette e i forni piccoli.
Invece di arrostire e sfruttare il forno, in genere cuociono soprattutto a vapore, grigliano, rosolano, stufano, o friggono velocemente a fiamma media o vivace.
Attraverso queste tecniche riescono a mantenere intatti i principi nutritivi contenuti nei cibi.
Anziché appesantire i piatti con panna, e salse a base di burro o condirli con spezie molto forti, le cuoche di casa usano condimenti delicati e un approccio leggero e raffinato.
Alla base della cucina giapponese casalinga c’è infatti l’idea di valorizzare ogni singolo ingrediente lasciandone l’aspetto, il colore e il gusto il più naturale possibile.


Poco cotto è meglio
(Chizuko Moriyama)

Ma c’è anche un’altra grossa differenza: invece di usare grassi animali (burro e oli pesanti) a cucchiaiate, le giapponesi cucinano con sane e piccole dosi di semi di colza o con il dashi, un brodo di pesce e alghe, che è l’ingrediente segreto di qualsiasi cuoco nella terra del Sol Levante. Continua a leggere…

Tanuki タヌキ

giugno 2, 2011 on 9:00 am

01_tanuki_okimonoIl Tanuki (タヌキ), è una creatura delle storie e tradizioni giapponesi, basata su un cane-procione.
Questa creatura è originaria dell’Estremo Oriente ed è un animale simile ad un procione anche se viene classificato come appartenente alla categoria dei canidi.

I Tanuki

I Tanuki fanno parte della tradizione e dei miti giapponesi sin da tempi antichi; si pensa siano animali dispettosi, scherzosi, un pò maliziosi ma anche goffi e distratti.
L’immagine che si ha del Tanuki oggi è quella sviluppatasi durante l’epoca Kamakura e viene sempre raffigurato in varie rappresentazioni artistiche e dipinti con testicoli stranamente ed esageratamente grandi e con una pancia molto grande che usano talvolta come tamburo. Continua a leggere…

Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 2)

giugno 1, 2011 on 9:00 am

Segreto 2 – I giapponesi mangiano mini porzioni e le servono in contenitori di piccole dimensioni.


“L’importanza dello spazio vuoto nella presentazione di un piatto giapponese non viene mai sottolineata abbastanza. I piatti non sono riempiti del tutto, al contrario vengono lasciati sempre un pò vuoti. Il vuoto ha un significato estetico come quello della pittura Zen con l’inchiostro”

Masaru Yamamoto, chef

[...] Per i giapponesi vale un antico detto “Hara Hachi Bunme” ovvero “mangia finchè sei sazio all’80%”.
In Giappone si mangia lentamente e ogni boccone deve essere gustato. Ma, ed è questa la cosa meravigliosa, alla fine di un buon pranzo fatto in casa non ti dovresti sentire affatto sazio! Continua a leggere…

Cucina Giapponese: Dashi 出汁

maggio 13, 2011 on 9:29 am

dashiIl Dashi (出汁o だし) è un leggero e chiaro brodo di pesce, elemento essenziale di tutta la cucina giapponese poichè usato come base principale per minestre o per molte altre preparazioni.
Il Dashi sta alla base della preparazione della zuppa di miso, è essenziale per fare i noodle in brodo o altri piatti come il tamago.

Una volta Shizuo Tsuji disse:

“E’ possibile sostituire il Dashi con altri alimenti ma senza difficilmente potremmo considerarli piatti alla giapponese, mancherebbero sempre di quell’autentico sapore tipico della cucina giapponese.”

La ricetta del dashi non è complicata: è un semplice brodo realizzato facendo bollire l‘alga kombu, kezurikatsuo grattuggiato, tonno secco affumicato e fermentato (katsuobushi).
Una volta bolliti tutti gli ingredienti, si filtra tutto per prendere il solo brodo ottenuto dalla cottura. Continua a leggere…

Nekomimi: la nuova invenzione della Neurowear!

maggio 12, 2011 on 9:32 am

A prima occhiata non sembrerebbe proprio nulla di nuovo: siamo infatti già abituati a vedere orecchie da gatto ovunque tra i cosplay e le fiere di fumetto, eppure questa volta il cosplay e i fumetti hanno poco a che fare con questa nuova invenzione: è un nuovo prodotto inventato e prodotto dalla ditta Neurowear e si chiama Nekomimi.
Nekomimi (Neko=gatto e Mimi=orecchie) è un apparecchio che, una volta indossato, riesce, captando i segnali emanati dalle onde cerebrali legati alle emozioni, a far muovere le orecchie in reazione ai sentimenti provati dall’individuo.

Questo apparecchio a forma di orecchie di gatto, utilizza le onde cerebrali e esprime i sentimenti e le emozioni provate ancora prima che l’individuo parli.
Se l’individuo è concentrato, felice o emozionato le orecchie si alzeranno, se invece chi indossa l’apprarecchio è rilassato, calmo o triste allora le orecchie si abbasseranno”.

Non credete possa esistere davvero una cosa del genere? Continua a leggere…

Matsuri 祭り

maggio 11, 2011 on 9:30 am

Matsuri (祭り) è il termine con cui in Giappone si indica una festa o evento della tradizione.
I Matsuri sono solitamente dedicate ad un jinja o santuario shintoista o buddhista del luogo dove si trova e per lo più sono feste secolari antiche oppure anche di origine recente.

Non ci sono giorni precisi per i Matsuri che valgono per tutto il Giappone proprio perchè variano da una zona all’altra del Paese a seconda della presenza di un santuario e del Kami che venera e ospita.
Nonostante ciò ci sono dei Matsuri che tendono a cadere sempre più o meno nello stesso periodo, in prossimità di feste conosciute e celebrate tradizionalmente come i Setsubun o Obon, poi altre variano di anno in anno poichè si fondano su date di raccolto del riso quindi sono sempre differenti.

La maggior parte dei Matsuri sono in onore del tempio in cui viene celebrata la festività e della divinità che viene venerata nel tempio e sono festività organizzate dalla gente locale stessa che espone la statua del kami e la trasporta per le vie del paese, la maggior parte delle volte. Continua a leggere…

Jinja 神社

maggio 10, 2011 on 9:30 am

tenmanguu-04Jinja 神社 (o jinguu o taisha) è il nome con cui si indica solitamente un santuario shintoista, una zona sacra o una serie di edifici che costituiscono quest’area sacra, compresa anche di area naturale attorno.
E’ un luogo dove i fedeli shintoisti si recano per venerare e pregare i kami (divinità).
Dal 1946 è stata istituita una Comunità Shintoista, la Jinja Honcho, che unisce in un’organizzazione tutti i santuari del Giappone.

Origine dei Jinja

Si crede che inizialmente non ci fossero dei veri e propri santuari e i Jinja fossero solo luoghi sacri aperti temporaneamente in occasione di eventi o festività importanti come i Matsuri: questo perchè la fede shintoista crede che i kami sono onnipresenti, si trovano ovunque e possono apparire ovunque, non hanno bisogno quindi di essere confinati e venerati in uno spazio limitato e definito anche se pur sempre sacro. Continua a leggere…

Kitsune 狐

aprile 13, 2011 on 10:25 am

imagesKitsune (狐) in giapponese significa Volpe e nella mitologia giapponese appartiene alla categoria degli Youkai, cioè demoni.
Esistono due tipi di volpi-demoni: la Volpe Rossa del Giappone (che vive sull’isola di Honshu) e la Volpe di Hokkaido (che vive sull’isola di Hokkaido appunto).

Storia e Leggenda dei Kitsune

Nella mitologia giapponese, si è sempre creduto che gli animali fossero dotati di una grande intelligenza e grandi poteri: tra i poteri il più importante è l’abilità di cambiare aspetto e assumere sembianze umane.
Solitamente le Kitsune appaiono sotto l’aspetto di bellissime donne, mai anziane. Continua a leggere…

Ofuro お風呂

aprile 1, 2011 on 10:23 am

imagesFuro (風呂) o meglio conosciuto nella forma cortese come Ofuro (お風呂), è in giapponese meglio conosciuto come bagno.
In realtà con Ofuro ci riferisce alla vasca da bagno presente in ogni casa, appartamento o locande tradizionali giapponesi (Ryokan), solitamente fatta di acciaio o materiale plastico.

Un Ofuro si differenzia da qualsiasi altro tipo di vasca occidentale per essere più profonda e generalmente quadrata e mai inclinata.
I Furo sono di solito mantenuti pieni d’acqua durante la notte e l’acqua viene riutilizzata per lavare altro il giorno successivo.
Anticamente era costume per più di un membro della famiglia utilizzare la stessa acqua ecco da dove nasce quindi l’importanza di entrare già puliti nella vasca da bagno, usanza che ora sembra essere rimasta negli onsen e nei sento.
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Sento 銭汤 (parte 2)

marzo 30, 2011 on 10:06 am

dbConosciuta la lunga storia dei sento (銭汤) in Giappone, osserviamone ora le principali caratteristiche.

Ingresso

All’ingresso i sento possono avere aspetti diversi. La maggior parte dei sento tradizionali però somigliano all’esterno ad un tempio con una tenda particolare (noren 暖帘), di solito blu con su scritto i kanji di yu 汤 (che significa “acqua calda“). Subito dopo l’ingresso, vi si può trovare all’interno un armadio per le scarpe e due porte che portano rispettivamente agli spogliatoi femminili e agli spogliatoi maschili, separati ovviamente.

Le stanze dei sento

Una delle stanze dei sento è sicuramente quella che noi definiremmo “reception” dove si trova seduto ad una scrivania un responsabile, addetto alle informazioni e a qualsiasi necessità del cliente. Continua a leggere…

Sento 銭汤 (parte 1)

marzo 28, 2011 on 10:00 am

gmjhbIl Sento (銭汤) è un tipico bagno giapponese pubblico dove i clienti pagano per entrare.
Tradizionalmente la struttura è una specie di casa che ospita questi bagni, sia femminili che maschili però separati da una barriera alta; sia la sezione femminile che la sezione maschile è composta da una fila di rubinetti e un bagno unico dove bagnanti possono immergersi e sedersi.

Nonostante dalla seconda metà del XX secolo questi tipi di bagni non fossero molto popolari, alcuni giapponesi danno a questi luoghi una grande importanza sociale poichè porta diversi gruppi di persone a interagire e conoscersi in momenti di assoluto relax grazie alla presenza di saune e camere spaziose dedite alla tranquillità, al piacere e al rilassamento.
Inoltre i Sento possono anche essere chiamati Onsen se al loro interno viene utilizzata dell’acqua calda di sorgente naturale.

Storia ed Origini del Sento

Le origini del Sento e la cultura del bagno pubblico, come l’onsen del resto, risalgono ai templi buddhisti dell’antica India che poi trasmise questa usanza ai cinesi che a loro volta la trasmisero ai giapponesi nel periodo Nara (710-784). Continua a leggere…

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