Cultura e Tradizione
Antiche tradizioni, miti, leggende, racconti, cerimonie, gesti, colorate ricorrenze e tutto ciò che di bello hanno da raccontare queste affascinanti culture.
Naomi Moriyama – Il secondo pilastro della cucina giapponese: le verdure
maggio 11, 2012 on 8:00 amLe giapponesi ritengono che i diversi tipi di alghe marine o verdure di mare, in virtù dei loro valori nutrizionali, siano le regine del regno vegetale e ricordano spesso ai loro bambini: “Mangia la tua verdura di mare”. E’ vero, molte varierà di alghe sono un’autentica fonte di vitamina C, fibre, potassio e iodio. [...]
C’è una lunga tradizione di devozione da parte dei giapponesi per questi tesori del mare: oltre undici secoli fa, la grande scrittrice Murasaki narrò di loro nella sua epopea Storia di Genji (Il principe splendente):
“Lussureggianti trecce di alghe marine delle insondate profondità dell’oceano, lunghe mille braccia, siete mie, solo mie che ogni giorno vi osservo crescere”.
Sono sempre alla ricerca di nuovi modi di mangiare la verdura di mare come kombu, nori e wakame. Mi piacciono i cetrioli affettati sottili, e alga wakame annaffiati di aceto di riso. Continua a leggere…
Naomi Moriyama – Il primo pilastro della cucina giapponese: il pesce
maggio 7, 2012 on 11:51 amNon ci sono questioni a riguardo. Il Giappone è una nazione che va pazza per il pesce: possiamo considerarlo la carne del Paese. I giapponesi mangiano pesce per colazione, a pranzo e cena. Fanno uno spuntino con polpette di riso cosparse di pesce. Mangiano tonno crudo, sushi di trota, merluzzo teriyaki, sgombro stufato nel miso, zuppa di vongole, capesante fritte, tempura di gamberi, polpo marinato in aceto di riso e calamari alla griglia. [...]
La mania per il pesce in Giappone affonda le sue radici nel VII secolo d.C., quando un imperatore particolarmente devoto a Buddha emise un ampio decreto sui diritti degli animali, dichiarando fuori legge il cibarsi di qualunque creatura terrestre. L’editto reale rimase in vigore per milleduecento anni, fino al 1873, lasciando scorazzare nei campi, più o meno indisturbati, milioni e milioni di mucche, maiali e polli, benché continuassero a esistere giapponesi segretamente innamorati della carne, che riuscivano a ottenere sotto banco l’occasionale pezzo di pollo cotto di contrabbando o pepite di cavallo alla griglia. Continua a leggere…
Golden Week: Kodomo no Hi
maggio 5, 2012 on 8:00 amSe il terzo giorno del terzo mese dell’anno si festeggia l’Hina Matsuri, ovvero la “festa delle bambine” allora il quinto giorno del quinto mese dell’anno (secondo il calendario lunare o cinese) si festeggiano i bambini.
Il 5 maggio infatti in Giappone si festeggia il “Kodomo no Hi” (こどもの日), ovvero la “festa dei bambini” chiamata anche “Tango no Sekku” (端午の節句).
“Sekku” vuol dire “festa stagionale”, mentre “tango” deriva da “tan” che vuol dire “primo” e “go” che vuol dire “cinque”, probabilmente riferito al numero del mese e del giorno in cui tale festa avviene. Continua a leggere…
Golden Week
maggio 2, 2012 on 8:00 amGoruden Uiku ゴールデンウィーク (in Italiano “Settimana Dorata” o in inglese “Golden Week” dal quale deriva lo stesso nome giapponese) veniva anticamente chiamata anche Ogata Renkyu 大型連休 o Ogon Shukan 黄金週間 ed è un’espressione giapponese che definisce un periodo particolare in cui cadono 4 giornate di festa importanti:
- 29 aprile: Midori no Hi (fino al 2006 poi spostata al 4 maggio) e Showa Day (dal 2007 ad oggi).
- 3 maggio: Kenpo Kinenbi (Festa della Costituzione)
- 4 maggio: Midori no hi (festeggiata il 29 aprile fino al 2006) e Kokumin no kyūjitsu (Festa del popolo)
- 5 maggio: Kodomo no Hi (Festa dei bambini) chiamata anche Tango no Sekku (Festa dei ragazzi)
Le leggi sulle feste nazionali promulgate dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1948, enunciavano 9 festività. Continua a leggere…
Kojiki 古事記
aprile 17, 2012 on 11:20 amKojiki 古事記 (che letteralmente significa “cronaca di antichi eventi“) è la più antica opera esistente in Giappone che narra di tutti gli eventi antichi di questa affascinante terra piena di cultura e tradizione. Il testo è in realtà un’opera di tre libri (巻, maki), scritta in giapponese antico (o è meglio dire in una lingua che è un misto di giapponese e cinese) nel 712 d.C. dal nobile Ō-No-Yasumaro (太安万侶) su richiesta dell’imperatore Tenmu (天武) per essere alla fine presentata alla corte dell’imperatrice Genmei.
Il Kojiki rappresenta una raccolta di miti e leggende sull’origine delle quattro isole giapponesi, racconta dei Kami, delle antiche pratiche shintoiste e vari rituali.
Struttura del Testo
Il Kojiki contiene varie canzoni e poesie; i documenti storici e più antichi sono scritti in un particolare cinese con l’aggiunta di elementi giapponesi, le canzoni invece sono scritte solamente con caratteri cinesi. Continua a leggere…
Hanami
aprile 11, 2012 on 9:00 am
Si sa, la primavera è il risveglio e il fiorire della natura che, dopo un lungo periodo di riposo, torna a mostrarci i suoi colori e le sue meraviglie.
Una di queste meraviglie è proprio la fioritura in Aprile dei fiori di ciliegio chiamata in Giappone Hanami.
Hanami ( はなみ) significa “osservare i fiori” (da hana= fiori e mi= vedere) ed è infatti il tradizionale evento giapponese che consiste nel celebrare e godere della bellezza dei fiori, soprattutto i fiori di ciliegio (Sakura), osservandone il loro fiorire nelle belle giornate di primavera.
L’Hanami consiste in una festa all’aperto sotto gli alberi di ciliegio che dura una o due settimane. Da metà gennaio ad inizio di maggio i Sakura fioriscono in tutto il Giappone e ad aprile in piena fioritura comincia questo magnifico evento.
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Hina Matsuri
marzo 3, 2012 on 10:46 amIl terzo giorno del terzo mese dell’anno, cioè il 3 Marzo, è un giorno di festa per i giapponesi soprattutto per le bimbe.
Si festeggia l’Hina Matsuri (雛祭り), la “festa delle bambole“.
E’ un giorno importante in cui si prega per la buona e sana crescita delle bambine e giovani ragazze augurando loro tanta salute e felicità.
L’antico nome con cui veniva chiamata questa festa e che ancora oggi viene usato è “Momo No Sekku” che significa “festa dei peschi” riferendosi a questo come il periodo di fioritura dei peschi.
Molte famiglie giapponesi con figlie femmine in questo giorno di festa amano esporre nella propria casa delle particolari bambole solitamente disposte in 5 o più piani, disposte su un tappetino rosso chiamato Mousen.
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Arti Marziali: Kyudo – La ricerca della verità
gennaio 30, 2012 on 11:21 amEstratto dal libro Kyudo. L’essenza e la pratica dell’arcieria giapponese di Hideharu Onuma, Dan De Prospero, Jackie De Prospero
Domandarsi cosa sia un vero tiro è un modo di scoprire la verità nel kyudo.
Per la maggior parte della gente la risposta è ovvia: essi identificano un vero tiro con la precisione. La precisione, naturalmente, è importante e l’abilità nel colpire il centro del bersaglio è basilare per ogni forma di arcieria, ma il kyudo fa una distinzione tra il tiro che è semplicemente abile (noshahichu) e il tiro che viene effettuato correttamente e con la giusta attitudine (seishahichu). La differenza si trova nel modo in cui viene colpito il centro (tekichu).
Ci sono tre livelli di progressiva complessità riguardo a tekichu: toteki (la freccia colpisce il bersaglio), kanteki (la freccia perfora il bersaglio) e zaiteki (la freccia esiste nel bersaglio). In toteki, l’arciere si concentra nella tecnica del tiro. Il suo scopo è raggiungere un punto in cui egli possa costantemente colpire il centro. Continua a leggere…
Capodanno Cinese: 2012 – Anno del Dragone Nero d’Acqua
gennaio 26, 2012 on 12:09 pmIl Dragone è l’incarnazione del potere primordiale – il Signore Supremo di tutti gli elementi. Il Dragone è il maestro del Fuoco, della Terra, dell’Acqua e del Vento. Come totem, il Dragone serve come potente guardiano e guida.
I Dragoni sono portatori di equilibrio e magia, incoraggiandoci ad entrare in contatto con la nostra natura psichica e a vedere il mondo attraverso gli occhi del mistero e della meraviglia. Un Dragone può essere un potente alleato negli sforzi quotidiani necessari per vivere le nostre vite.
Gli antichi Cinesi credevano in quattro magici, spirituali e benevolenti animali: il Dragone, la Tartaruga, l’Unicorno e la Fenice. Il Dragone era il più venerato tra tutti. Tra i suoi artigli tiene un enorme e magico uovo perlato, che ha il potere di moltiplicare qualsiasi cosa tocchi. Gli Antichi credevano che l’uovo simboleggiasse il tesoro più prezioso, ovvero la Saggezza. Si diceva che le Uova di Dragone condividessero i loro potere con chi li possedeva. Sempre accompagnati da tuoni e pioggia, i Dragoni si muovono come lampi e vortici – molto potenti e del tutto imprevedibili. Continua a leggere…
Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 3
gennaio 24, 2012 on 10:00 am
Dopo aver parlato di come sia nato il Capodanno Cinese, di cosa avvenga in questi giorni e quali sono i rituali, per concludere questa serie di articoli sulla Festa di Primavera, vediamo di conoscere ora alcune pratiche tradizionali legate a queste giornate.
(C’è da sottolineare che a causa della vastità del territorio cinese, è possibile che ci siano variazioni tra una regione e l’altra: alcuni luoghi possono essere più sensibili a certe pratiche rispetto ad altre).
Fuochi d’artificio
In Cina, i fuochi d’artificio sono sempre stati sin dai tempi antichi un tradizionale elemento in questa festa: scoppi rumorosi, forti luci, confusione e tantissimi colori sono considerati modi per scacciare gli spiriti maligni. Continua a leggere…
Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 2
gennaio 24, 2012 on 9:00 am
Nonostante questo evento così importante in Oriente duri 15 giorni, nella maggior parte dei luoghi dove viene celebrata questa festività, uffici, negozi o scuole non interrompono la loro attività lavorativa o al massimo lo fanno ma solo i primi giorni.
Ad esempio in Cina è considerata festa e quindi vacanza solo i primi tre giorni del nuovo anno; in Taiwan sono festivi i primi cinque giorni mentre in Malesia, Singapore, Filippine solamente il primo giorno.
In Giappone, dove l’osservanza del Capodanno Cinese è stata fino al 1873, dopo la Restaurazione Meiji, la festa ha perso ufficialità ed è stata sostituita dal Capodanno Giapponese che sarebbe il primo gennaio (come in Occidente) con i primi tre giorni dell’anno festivi. Continua a leggere…
Capodanno Cinese o Festa di Primavera – Parte 1
gennaio 24, 2012 on 8:00 am
La Festa di Primavera o Capodanno Lunare o ancora Capodanno Cinese (come viene generalmente chiamato in Occidente) è una delle più importanti festività tradizionali cinesi.
E’ chiaro che questo evento celebra l’inizio del nuovo anno, che solitamente si tiene tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, seguendo naturalmente il calendario cinese.
Questo Capodanno ad ogni modo non è celebrato solo in Cina ma in molti altri paesi dell’Estremo Oriente come Korea, Nepal, Mongolia, Buthan, Vietnam ma anche in Giappone (o almeno in Giappone lo si festeggiava ufficialmente sino al 1873, anno in cui si decise di adottare il “Capodanno Occidentale”).
Ma torniamo al Capodanno Cinese: perchè si festeggia in giorni che vanno dalla fine di gennaio fino alla metà di febbraio? Continua a leggere…
Arti Marziali: Che cos’è il Kyudo?
gennaio 10, 2012 on 11:34 amEstratto dal libro Kyudo. L’essenza e la pratica dell’arcieria giapponese di Hideharu Onuma, Dan De Prospero, Jackie De Prospero
Il Kyudo, la via dell’arco, ha molto in comune con la cerimonia giapponese del tè (Chado), con la calligrafia (Shodo), l’arte della spada (Iaido) e le varie altre vie che così efficacemente rispecchiano il cuore e la mente del giapponese. Il kyudo è ricco di storia e tradizione ed è tenuto in alta considerazione in Giappone. Molti lo considerano il più puro di tutto il budo (arti marziali).
Nel passato, l’arco era usato per molti scopi: caccia, guerra, giochi di corte e rituali, cerimonie religiose e prove di abilità. Molti di questi giochi e rituali sopravvivono tuttora, ma l’arco giapponese ha da molto tempo perduto il suo valore pratico come arma. Oggi il kyudo viene praticato soprattutto come metodo di sviluppo fisico, morale e spirituale. Continua a leggere…
Kennin-ji 建仁寺
gennaio 5, 2012 on 12:09 pm
Il Kennin-ji (建仁寺) è stato realizzato nel 1202 per volontà del monaco Eisai (1141-1215).
Eisai è ben conosciuto per essere stato colui che ha introdotto in Giappone il Buddhismo Zen e la tradizione del “bere il tè“, dalla Cina.
La maggior parte degli edifici esistenti all’interno del Kennin-ji sono stati costruiti dopo il periodo Edo, poichè molti edifici sono andati persi o distrutti a Kyoto durante la guerra Onin.
Il Kennin-ji è un grande tempio costituito da un’ampia sala per la meditazione dei monaci che praticano diversi e particolari rituali per diversi anni prima di diventare sacerdoti. L’hojo, parte del tempio costruita durante il periodo Muromachi (1392-1573), è la sala principale del Kennin-ji, dove si svolgono la maggior parte delle principali cerimonie del tempio. All’interno della sala è possibile ammirare dei dipinti sulle porte scorrevoli realizzati dall’artista Hachimoto Kansetsu. Un altro artista, di cui è possibile ammirare vari dipinti, è Sotatsu Tawaraya.
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Hatsumōde 初詣
dicembre 29, 2011 on 1:57 pmHatsumode (初詣 hatsumōde) è la prima visita al tempio in Giappone. Alcuni lo visitano il primo giorno, altri preferiscono il secondo o terzo giorno del Nuovo Anno, nei giorni in cui sono liberi dal lavoro. Solitamente durante la prima visita si prega e si esprimono i propri desideri alla divinità e i nuovi propositi, poi si acquista un nuovo O-Mamori (un amuleto della fortuna) restituendo il vecchio al tempio che si occuperà successivamente di bruciarlo.
La maggior parte dei giapponesi non lavora dal 29 dicembre sino al 3 gennaio e durante questo periodo di tempo ci si occupa di pulire tutta casa, pagare vecchi debiti, visitare amici e famiglia e scambiarsi dei regali. E’ costume passare la mattina presto del primo giorno dell’anno nella preghiera e nell’adorazione delle divinità, brindare con del sakè e mangiare del cibo per celebrare.
Durante l’Hatsumode è comune vedere gli uomini indossare il proprio kimono tradizionale anche se questa è una delle rare occasioni in cui lo indossano. Continua a leggere…
Le insegne imperiali del Giappone: Yata no Kagami o Specchio Sacro
settembre 29, 2011 on 8:00 am
Lo Yata no Kagami o Specchio Sacro (八咫鏡) è uno specchio di bronzo, uno dei tre tesori sacri che costituiscono le sacre insegne imperiali in Giappone. Si dice che sia conservato all’interno del tempio di Ise, nella prefettura di Mie ma il divieto di accesso al pubblico non permette di identificarlo come reale. Si tratta probabilmente di un manufatto risalente all’età del bronzo proveniente forse dalla Cina, ma come detto, nulla è certo poichè non può essere visto da nessuno al di fuori di coloro che lo custodiscono.
Simbolicamente rappresenta la saggezza e l’onestà.
Secondo una leggenta shintoista antica, quest’oggetto venne appeso ad un albero insieme alla gemma Yasakani no Magatami per convincere la dea del sole Amaterasu ad uscire fuori dalla caverna nella quale si era nascosta dopo una lite con il fratello Susanoo. Continua a leggere…
Le insegne imperiali del Giappone: Yasakani no Magatama, la gemma sacra
settembre 28, 2011 on 8:00 am
Yasakani no Magatama (o 八尺瓊曲玉 o 八坂瓊曲玉 Giada di Yasakani ) è uno dei tre sacri tesori imperiali giapponesi insieme alla Spada del Paradiso (Ama no Murakumo) e allo Specchio Sacro (Yata no Kagami).
Nella mitologia questo gioiello, insieme allo Specchio Sacro, venne appeso ad un albero fuori dalla caverna dove Amaterasu, dea del sole, si era nascosta facendo cadere il mondo nell’oscurità, per convincerla a venir fuori. Si suppone sia in realtà una collana di pietre di giada Magatama e non solamente una gemma come tutte le credenze popolari raccontano.
Stando sempre a quanto dicono le leggende, la gemma è racchiusa nel Palazzo Imperiale di Tokyo.
Nella cultura popolare, la gemma viene raffigurata come una sfera dalle dimensioni di una pallina con una coda. Si pensa che in realtà la gemma originale sia stata rotta o rielaborata ma non ci sono prove sufficienti per affermare ciò con certezza anche perchè l’unica a vederla è l’imperatore durante una cerimonia di incoronazione ed è solamente lui a vederla e alcuni sacerdoti che hanno il compito di custodirla e presentarla durante questa cerimonia.
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Le insegne imperiali del Giappone: Ama no Murakumo, la spada leggendaria
settembre 27, 2011 on 8:00 am
Ama no Murakumo (o 天叢雲剣 Ama no Murakumo no Tsurugi o meglio Kusanagi no Tsurugi) o comunemente chiamata Spada del Paradiso, è una spada leggendaria appartenente alla mitologia shintoista giapponese che fa parte delle tre sacre insegne della famiglia imperiale giapponese.
Storia e leggenda dell’Ama no Murakumo
La storia della spada leggendaria trova le sue radici nelle più antiche storie mitologiche giapponesi.
Secondo quanto narra l’antico testo Kojiki, il dio del mare e delle tempeste Susanoo incontrò nella regione di Izumo una famiglia disperata poichè aveva dovuto sacrificare sette delle loro figlie al malvagio mostro Yamato no Orochi che ora rivendicava in sacrificio anche l’ultima delle figlie.
Innamoratosi della giovane, per la sua bellezza e indiscussa eleganza, Susanoo si offrì di salvarla ma solo se in cambio avrebbe potuto avere in sposa la giovane.
Ovviamente la famiglia per potere salvare la propria figlia, accettarono la proposta, lasciando così che Susanoo uccidesse il mostro; dopo averlo abbattuto con successo la spada fu ciò che Susanoo trovò in una delle code del mostro, spada che successivamente divenne leggendaria.
Esistono però altre varianti che raccontano di questa impresa, tutte però che vedono come vincitore Susanoo che, abbattuto il mostro, trova la spada in una delle sue code. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 6)
settembre 23, 2011 on 9:00 amSegreto 6 – Le donne giapponesi vanno pazze per i dolci… a modo loro
Le donne nipponiche adorano il cioccolato. Amano i pasticcini, il gelato, i biscotti, e le torte di fagioli rossi. La differenza è che li mangiano meno spesso e in porzioni ridotte (lo avreste mai detto?!) rispetto agli occidentali. In Giappone una fetta di torta è di circa un terzo rispetto a una porzione normale negli Usa.
Il cioccolato di ottima qualità si può trovare ovunque e alcuni panifici di Tokyo non hanno nulla da invidiare alle migliori panetterie di Parigi. Ci sono negozi di ciambelle in tutte le città giapponesi, ma le persone comunque non mangiano grandi quantità di dolci. Si accontentano di consumare meno della metà dei prodotti di pasticceria acquistati in Italia. Continua a leggere…
Le insegne imperiali del Giappone
settembre 22, 2011 on 9:00 am
Le insegne imperiali del Giappone (chiamate anche 三種の神器 Sanshu no Jinji o i Tre Sacri Tesori) sono:
- La Spada Kusanagi 草薙剣(che però oggi si ritiene essere solo una copia)
- La Gemma Yasakani no Magatama 八尺瓊曲玉
- Lo specchio Yata no Kagami 八咫鏡
Sono da sempre conosciuti come i tre sacri tesori del Giappone poichè rappresentavano ciascuna le tre virtù: la spada rappresenta infatti il valore, lo specchio la saggezza e la gemma la benevolenza.
La spada oggi si trova al tempio di Atsuta a Nagoya, lo specchio al tempio di Ise nella prefettura di Mie e la gemma invece al Palazzo Imperiale a Tokyo.
Solitamente questi oggetti vengono ogni volta presentati dai sacerdoti del tempi che custodiscono gli oggetti all’imperatore durante la cerimonia di insediamento del trono imperiale.
Poichè questa cerimonia non è pubblica, per tradizione sono oggetti che vengono visti solo dall’imperatore e dai sacerdoti; inoltre non esistono fotografie o disegni ma solo immaginarie ricostruzioni. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 5)
settembre 14, 2011 on 9:26 amSegreto 5 – Le donne giapponesi sono le regine della colazione energetica
Le donne giapponesi non mangiano pancake a colazione, né pile di uova e bacon e neppure bagel e formaggio fresco o muffin ai mirtilli, ma neanche cereali zuccherati. Poverine, penserete voi, gli mancheranno: come devono sentirsi infelici!
Aspettate un attimo e date un’occhiata al loro girovita. Quelle misure regalano loro il record più basso di obesità del mondo industrializzato e dimostrano che sono le regine della colazione energetica. Continua a leggere…
Umi no Hi (海の日)
luglio 18, 2011 on 8:15 am
Umi No Hi (海の日), meglio conosciuta come Giorno del Mare/Oceano (Sea/Ocean Day) è una ricorrenza molto importante in Giappone, festeggiata tradizionalmente il terzo lunedì del mese di luglio. Essendo festa nazionale e giorno di vacanza per tutti, molti giapponesi ne approfittano per godersi una giornata di sole e di relax recandosi in spiaggia, per onorare il mare e l’acqua.
Storia dell’Umi no Hi
Fino al 1996, questa ricorrenza era meglio conosciuta come Umi no kinen bi (Marine Memorial Day).
Il Ministro delle Comunicazioni giapponesi Shozo Murata stabilì che fosse considerata festa nazionale nel 1942, come giorno dedicato alla commemorazione dell’Imperatore Meiji e del suo viaggio compiuto nel 1876 con la sua nave Meiji Maru, costruita in Inghilterra nel 1874. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 4)
giugno 10, 2011 on 10:05 amSegreto 4 – I giapponesi mangiano riso anziché pane
In Giappone pranzare con un panino è diventata una consuetudine come fare colazione con una fetta di toast. Nella terra del Sol Levante sono presenti oltre cinquemila panetterie, che offrono panini italiani, baguette francesi e bagel insieme ad alcune varianti giapponesi di pane dolce (melon pan). Nonostante ciò, nel Paese il consumo di pane è complessivamente molto più basso che in Occidente e il riso continua ad essere il fulcro della dieta.
I giapponesi mangiano una media porzione di riso per ogni pasto che consumano a casa.
Questo permette loro di evitare di mangiare muffin, panini e pane bianco, catastrofici per la pancia, ma diffusissimi tra gli occidentali, che li consumano più volte al giorno. Continua a leggere…
Naomi Moriyama: I sette segreti della cucina giapponese (parte 3)
giugno 9, 2011 on 8:49 amSegreto 3 – La cucina giapponese è super leggera e ultra delicata
Le donne in Giappone cucinano in modo leggero. Una volta non disponevano di forni, ma anche oggi ricorrono raramente alla cottura arrosto o in forno, visto che le cucine nipponiche sono davvero ristrette e i forni piccoli.
Invece di arrostire e sfruttare il forno, in genere cuociono soprattutto a vapore, grigliano, rosolano, stufano, o friggono velocemente a fiamma media o vivace.
Attraverso queste tecniche riescono a mantenere intatti i principi nutritivi contenuti nei cibi.
Anziché appesantire i piatti con panna, e salse a base di burro o condirli con spezie molto forti, le cuoche di casa usano condimenti delicati e un approccio leggero e raffinato.
Alla base della cucina giapponese casalinga c’è infatti l’idea di valorizzare ogni singolo ingrediente lasciandone l’aspetto, il colore e il gusto il più naturale possibile.
Poco cotto è meglio (Chizuko Moriyama)
Ma c’è anche un’altra grossa differenza: invece di usare grassi animali (burro e oli pesanti) a cucchiaiate, le giapponesi cucinano con sane e piccole dosi di semi di colza o con il dashi, un brodo di pesce e alghe, che è l’ingrediente segreto di qualsiasi cuoco nella terra del Sol Levante. Continua a leggere…
Tanuki タヌキ
giugno 2, 2011 on 9:00 am
Il Tanuki (タヌキ), è una creatura delle storie e tradizioni giapponesi, basata su un cane-procione.
Questa creatura è originaria dell’Estremo Oriente ed è un animale simile ad un procione anche se viene classificato come appartenente alla categoria dei canidi.
I Tanuki
I Tanuki fanno parte della tradizione e dei miti giapponesi sin da tempi antichi; si pensa siano animali dispettosi, scherzosi, un pò maliziosi ma anche goffi e distratti.
L’immagine che si ha del Tanuki oggi è quella sviluppatasi durante l’epoca Kamakura e viene sempre raffigurato in varie rappresentazioni artistiche e dipinti con testicoli stranamente ed esageratamente grandi e con una pancia molto grande che usano talvolta come tamburo. Continua a leggere…
Spade Giapponesi (parte 2)
maggio 27, 2011 on 9:09 am
In tempi di pace, quando non c’era nessuna guerra e nessun guerriero o samurai combatteva, le spade ritornarono ad essere create a scopo artistico; infatti è proprio nel periodo Momoyama che ritornarono ad essere create spade raffinate e di grande valore, creazioni a regola d’arte, di alta qualità.
Purtroppo dopo ere di guerre e combattimenti dove le spade erano state fabbricate solo per battaglie, quindi non proprio con la cura e la raffinatezza con cui un artigiano crea le sue più belle opere, le tecniche di antichi artigiani di spade andarono perdute e le spade che venivano ora fabbricate in questa nuova e pacifica epoca vennero chiamate 新刀 Shintou, cioè Nuove Spade.
Resta il fatto che man mano passava il tempo e più la qualità delle spade diminuiva dovuta al fatto che le abilità dei fabbri non potevano eguagliarsi a quelle degli antichi artigiani custodi di antiche tecniche e arti nella realizzazione di queste armi; per questo motivo le spade di questo periodo seppur nuove e belle molte di esse venivano ugualmente considerate inferiori alle “vecchie spade”. Continua a leggere…
Spade Giapponesi (parte 1)
maggio 26, 2011 on 10:00 am
Una spada giapponese o meglio chiamata Nihontou (日本刀 o にほんとう), è una tradizionale arma bianca del Giappone.
Si possono distinguere in Giappone diverse tipologie di spade, divise in categorie a seconda della loro misura, del metodo di forgiatura e dalla lavorazione applicata alla spada.
Il più famoso tipo di spada è la Katana, che è la spada lunga, tradizionalmente impugnata dai samurai.
Poi c’è un altro tipo di spada, la Wakizashi, una spada più corta della Katana, il Tsurugi, una spada lunga a doppio filo e infine la Nodachi.
Queste sopra citate sono le più antiche versioni di spada, ma ci sono anche la Naginata e la Yari che si differenziano dalla Katana, Wakizashi, Tsurugi e Nodachi per il loro diverso metodo di forgiatura, nonostante questo però, possono considerarsi ugualmente spade appartenenti alla famiglia Nihontou, ovvero la famiglia delle antiche spade giapponesi. Continua a leggere…
Miko (巫女)
maggio 19, 2011 on 9:00 am
Miko (巫女) è la parola oggi con cui si indica in Giappone una giovane donna che lavora presso un tempio shintoista.
In passato una Miko però non era solo questo.
La tradizione delle Miko risale ad un Giappone antico, in ere remote in cui le donne si pensava fossero addirittura capaci di dare voce alle parole di Dio entrando in trance; venivano considerate delle vere e proprie sacerdotesse, esattamente come le sacerdotesse dei vari oracoli delle storie mitologiche occidentali (Oracolo di Delfi ad esempio).
Con il passare degli anni però il termine Miko venne usato per indicare solamente le giovani donne al servizio dei templi shintoisti.
Molto spesso sono figlie di sacerdoti che hanno l’incarico di prendersi cura del tempio e di gestirlo.
Anticamente le Miko includevano tra i loro ruoli anche quello di esibirsi in danze cerimoniali e assistere i sacerdoti nelle varie funzioni durante i vari eventi. Continua a leggere…
Matsuri 祭り
maggio 11, 2011 on 9:30 amMatsuri (祭り) è il termine con cui in Giappone si indica una festa o evento della tradizione.
I Matsuri sono solitamente dedicate ad un jinja o santuario shintoista o buddhista del luogo dove si trova e per lo più sono feste secolari antiche oppure anche di origine recente.
Non ci sono giorni precisi per i Matsuri che valgono per tutto il Giappone proprio perchè variano da una zona all’altra del Paese a seconda della presenza di un santuario e del Kami che venera e ospita.
Nonostante ciò ci sono dei Matsuri che tendono a cadere sempre più o meno nello stesso periodo, in prossimità di feste conosciute e celebrate tradizionalmente come i Setsubun o Obon, poi altre variano di anno in anno poichè si fondano su date di raccolto del riso quindi sono sempre differenti.
La maggior parte dei Matsuri sono in onore del tempio in cui viene celebrata la festività e della divinità che viene venerata nel tempio e sono festività organizzate dalla gente locale stessa che espone la statua del kami e la trasporta per le vie del paese, la maggior parte delle volte. Continua a leggere…
Jinja 神社
maggio 10, 2011 on 9:30 am
Jinja 神社 (o jinguu o taisha) è il nome con cui si indica solitamente un santuario shintoista, una zona sacra o una serie di edifici che costituiscono quest’area sacra, compresa anche di area naturale attorno.
E’ un luogo dove i fedeli shintoisti si recano per venerare e pregare i kami (divinità).
Dal 1946 è stata istituita una Comunità Shintoista, la Jinja Honcho, che unisce in un’organizzazione tutti i santuari del Giappone.
Origine dei Jinja
Si crede che inizialmente non ci fossero dei veri e propri santuari e i Jinja fossero solo luoghi sacri aperti temporaneamente in occasione di eventi o festività importanti come i Matsuri: questo perchè la fede shintoista crede che i kami sono onnipresenti, si trovano ovunque e possono apparire ovunque, non hanno bisogno quindi di essere confinati e venerati in uno spazio limitato e definito anche se pur sempre sacro. Continua a leggere…
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