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Carta
gennaio 21, 2009 on 11:26 am | In Materiale, Mondo ArteStabilire con precisione da dove provenga il nome carta è un’impresa piuttosto difficile: secondo alcuni viene dal latino “charta” secondo altri dal greco “charassò” che significa “incidere e scolpire”, forse in riferimento alle antiche tavolette di argilla e pietra.
Ancora più arduo però è il capire quando venne realizzata per la prima volta e grazie a quale popolo.
Si presume che il popolo a cui dobbiamo l’invenzione della carta siano gli Egiziani nel 3000 a.C che la introdussero poi anche ai greci e romani con la pianta del papiro.
Proprio per il papiro oggi gli inglesi chiamano la carta paper, gli spagnoli papel e i francesi papier.
Il papiro però non fu l’unico tipo di carta che venne inizialmente usato per scrivere. Infatti, mentre al sud si praticava il papiro, al nord veniva usata la pergamena, ottenuta dalla lavorazione delle pelli di animali.
Ma ancora, in Cina, per i documenti importanti veniva usato il bambù e occasionalmente la seta, più raramente perchè era troppo costosa.
Stabilire con precisione quindi dove, come e quando della nascita della carta è piuttosto difficile, proviamo perciò a fare un veloce giro del mondo per cercare di scoprire le ancora sconosciute origini e radici della carta e come si diffuse nel mondo.
Cina
Come già detto la carta si fabbricava dalle corteccie. Scrivevano sul bambù o sulla seta anche se scavi archeologici di recente scoperta fanno presupporre che in Cina la carta fosse già conosciuta all’incirca nel II secolo a.C e che però la tecnica si diffuse molto lentamente in tutto il Paese a causa della sua vastità. Per questo motivo non è facile comprendere con chiarezza quanto prima fosse stata scoperta in questa zona del mondo.Giappone
I giapponesi appresero la carta dai coreani che a sua volta l’avevano appresa dai cinesi. Inizialmente prodotta con ràfia, una fibra grossolana impiegata nella produzione di corde, cesti e prodotti che richiedono intrecci di vario tipo, i giapponesi ne migliorarono la produzione facendola diventare una vera e propria industria dove al posto della ràfia veniva impiegata anche paglia o canapa. I giapponesi si ricordano per essere stati i primi riciclatori di carta, grazie alla necessità di smaltire archivi.America
In America, scavi archeologici fanno presupporre che la carta fosse già nota al popolo Maya. La chiamavano “amate” ed era già diffusa ancora prima dell’arrivo dei conquistatori spagnoli.Medio Oriente
In Oriente già conoscevano la carta grazie ai Persiani nel VI secolo, che l’avevano importata dalla Cina. Gli arabi ne vennero a conoscenza nel 637 quando durante una battaglia fecero prigionieri dei cartai cinesi dai quali “rubarono” i segreti della fabbricazione.
Facendo giungere la carta nel Mondo Arabo si permise secoli dopo di far si che questa invenzione si diffondesse anche in gran parte dell’Africa e della Sicilia, all’epoca grandissimo centro di commercio e punto di contatto con il Mediterraneo e l’Europa quindi.Europa
E’ facile intuire che in Europa la carta arrivò tramite l’Africa ma soprattutto la Sicilia.
Arrivarono in Occidente anche grazie alle Repubbliche Marinare (Genova e Venezia) che si preoccuparono di fornire carta al commercio.
Nel 1628 a Fabriano, una piccola città marchigiana, si cominciò a preparare la pasta per la carta usando una macchina che andò poi a sostituire i mortai cinesi o le mole arabe grazie alla loro tecnologia che permetteva una veloce lavoratura della carta.
Il monopolio della carta in Italia durò sino al XV secolo, poi il primato passò nelle mani di Francia, Olanda, Inghilterra che presentarono nuove tecnologie sempre più avanzate.
Addirittura nel 1777 in Francia Pierre Montgolfier inventò dei fogli perfettamente lisci che presero il nome di Carta Velina e ancora prima, nel 1774 un chimico svedese usò il cloro per la prima volta per sbiancare la carta.Nell’era della rivoluzione industriale le cose non fecero che migliorare: nel metà Ottocento venne introdotta una macchina a vapore che permetteva di lavorare la pasta di legno; questa permise di trasformare la carta in un prodotto di largo consumo, una produzione misurata in tonnellate e tonnellate.
Nascono così: il cartone da imballaggio, carta igienica, carta per arredo, giornali, quaderni, libri.
Uno sposalizio perfetto fu quello della carta con la produzione della matita che avveniva in quello stesso tempo.Come si prepara la carta?
La materia prima è tutta una polpa, una miscela di fibre che viene lavorata accuratamente e setacciata al fine di creare dei fogli.
Una volta creati i fogli, questi vengono pressati ed essiccati.
Il risultato ottenuto sono dei fogli assorbenti e una superficie non ancora adatta alla scrittura. Prima infatti vengono aggiunti degli additivi in modo da ottenere il tipo di carta desiderato rendendola così ruvida, liscia, per la stampa, alcuni additivi servono anche per ottenere la purezza del bianco.
Viene infine lasciata essiccare ed asciugare attraverso rulli e pressaggi.Impieghi e tipi di carta per il disegno
Oggi abbiamo una vastissima gamma di tipi di carta impiegata in usi diversi dall’imballaggio, alle banconote, ai cartoni, biglietti, ricevute, per stampa, per la pulizia e l’igiene, buste, per il vetrage, tovaglioli, per i libri, opuscoli, riviste e giornali, carta carbone, carta copiativa.
Ma per gli artisti? Quale tipo di carta è meglio usare?Per esprimere sè stessi e la propria creatività non è necessaria una carta costosissima e di altà qualità, tuttavia è importante conoscere i tipi di carta che è possibile usare per il disegno e scegliere la carta adatta al vostro tipo di lavoro.
E’ importante saper scegliere il tipo di carta che si adatti di più al vostro stile e allo strumento che usate:
- se dovete usare gomma e grafite/matita allora vi servirà una carta in grado di sopportare l’uso frequente di gomma senza che la carta si rovini o rimanga il segno della linea. E’ più indicata la carta liscia;
- se dovete usare il carboncino vi servirà un tipo di carta di media o elevata grammatura, ruvida;
- se usate pennelli e acquerelli o anche la tempera la carta consigliata è quella di una qualità particolarmente elevata e di alta grammatura (100% cotone) perchè consente un maggiore assorbimento dei colori (specie gli acquerelli che sono usati con l’acqua);
- se dovete fare incisioni, xiligrafia o altro allora vi servirà anche qui una carta di grammatura elevata che non solo vi permetta di ottenere un migliore risultato ma ve ne garantisce anche la durata nel tempo;
- se usate penne, china e pennarelli vi basta della semplice carta liscia;
- se infine dovete realizzare un fumetto allora i tipi di carta sono più di uno: per schizzi a matita o inchiostrazione con pennini va bene anche quella liscia, carta lucida se dovete fare ricalchi e maschere, carta da layout a grana fine e semitrasparente per le vignette e gli acetati che sono di plastica semirigidi usati come maschera per inserire i dialoghi nelle vignette.
Non so se molti di voi si sono chiesti cosa sia la grammatura e la grana.
Sono due cose molto importanti relative alla carta che è bene conoscere: la grammatura indica il peso della carta in grammi per metro quadrato ed è importante saperlo a seconda dello strumento che vi apprestate ad usare. La grana invece fa riferimento alla rugosità della carta, la sua consistenza dipende dalla quantità di colla presente e, a seconda della quantità di grana, si possono ottenere sfumature diverse e molto suggestive.
Ce ne sono di tre tipi:- carta fine: non è molto adatta agli acquerelli perchè avendo pochissima rugosità non assorbe bene e lascia scivolare via il colore acquoso creando sbavature;
- carta a grana media: è la carta da disegno più comune che usiamo per la scuola e adatta a qualsiasi tipo di lavoro (tranne quello tecnico ovviamente);
- carta a grana grossa: è senza dubbio la più interessante da usare, ha una grammatura e una grana elevatissima, è fatta in modo artigianale, sembra tela, ce ne sono di diversi tipi e viene riservata per lavori speciali.
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