Carboncino e Sanguigna

gennaio 15, 2009 on 10:57 am | In Materiale, Mondo Arte

Disegnare con il carboncino è la tecnica artistica più antica che si conosca.
Sin dalla preistoria, gli uomini, carbonizzando pezzi di legno, usavano il carboncino per disegnare animali, figure, simboli ricoprendo le caverne.

E’ stato da sempre usato come mezzo autonomo, per schizzi o ritratti, o come mezzo di aiuto per lavorare su tela o carta.
Molti furono gli artisti che usufruirono di questo materiale per le loro opere, a partire da Daumier, che usava carboncino per ritrarre la Parigi dell’Ottocento, a Degas, Renoir, Toulouse-Lautrec o ancora Paul Cezanne.

E’ un materiale molto tenero e friabile, una specie di gessetto di carbone vegetale ottenuto carbonizzando dei pezzetti di legno leggeri e porosi (solitamente salice).
I pezzetti di legno non vengono mai carbonizzati completamente fino alla combustione ma a seconda del grado di cottura è possibile stabilire la durezza e la morbidezza del materiale: extra-morbido, morbido, medio, duro, extra-duro. Oggi in commercio esistono vari tipi di carboncino che variano per consistenza e grandezza.

E’ possibile trovare carboncini di diametro 3-4mm, 5-10mm, 12mm e 20mm a seconda se l’artista necessita di un tratto sottile o forte. Per quanto riguarda la consistenza del materiale i tipi disponibili sul mercato sono tre: Carbonella o Fusaggine (fusain), Carboncino Pressato e Matita a carboncino.
La prima sono in realtà rametti bruciati e mutati in carbone di varie misure, dalle più sottili, per i disegni a tratto, alle più spesse per i toni, ombre e dettagli.
Il secondo è un bastoncino di carbone stilato, pressato e squadrato dalla punta larga, più difficile da usare per realizzare linee, molto più facile invece per le tonalità.
Infine abbiamo la Matita a Carboncino che è la forma più “comoda” da usare: sarebbe matita con mina di carbone al posto della normale grafite. Il suo uso è semplice come quello della matita e permette di ottenere ottimi risultati non solo nelle linee ma anche nelle tonalità avendo anche la possibilità di poterla temperare.

Quando ci si appresta a usare il carboncino è importante saper scegliere il tipo di materiale su cui applicarlo. Materiali come il carboncino o la sanguigna hanno la caratteristica di esaltare il tipo di carta su cui si lavora quindi se si vuole ottenere il risultato migliore possibile importante è anche la scelta del tipo di carta, la migliore in questi casi è quella ruvida o addirittura la tela.

Un altro materiale annoverato tra i più antichi, molto simile al carboncino e parecchio usato dagli artisti è la sanguigna.
La sanguigna è un materiale che deriva dall’ematite, un minerale ferroso, ridotto a bastoncini e appuntito opportunamente con il quale è possibile tracciare su un foglio di carta dei tratti rossastri.
Poichè veniva dall’ematite, generalmente “matita” è il nome con cui si era soliti indicare la sanguigna in realtà. Poi però, per il particolare colore rossastro che ricordava un pò il colore del sangue, prese il definitivo nome di Sanguigna lasciando il nome matita alla nostra cara grafite.

E’ una delle tecniche più belle e suggestive mai sperimentata prima dagli artisti.

Celebre infatti è il ritratto di Leonardo realizzato nel 1512 e oggi conservato a Torino, ma come lui si ricordano anche altri artisti come Raffaello ad esempio o ancora Francisco Goya

QUALCHE CONSIGLIO UTILE

Quando si disegna con il carboncino e’ bene lavorare su un piano inclinato in modo che la polvere che si forma, scivoli giù e non macchi il foglio. Per non macchiare il foglio state attenti anche a dove poggiate la mano mentre disegnate: potreste rovinare inevitabilmente il vostro lavoro.
E’ vero infatti che il tratto del carboncino o della sanguigna è molto morbido e questo consente di ottenere velocità nel tratto e facilità nello sfumare ma, poichè è un tratto anche forte e non delicato come quello della matita, cancellarlo diventa difficile. Per questo viene usata la gomma pane, una particolare gomma che consente di cancellare il suo tratto facilmente.
Per realizzare l’effetto ombra e le zone di luce si rende necessario lasciare sin da subito bianche le parti di luce per evitare di dover cancellare dopo rischiando quanto detto prima, cioè di macchiare il foglio.
I tipi di gomma che potete usare per questo tipo di materiale, oltre alla gomma pane naturalmente, sono quelle dure, creta o tempera bianca.

Potete usare il dito o ancora meglio l’ovatta per sfumare e uniformare alcune zone rendendo così il disegno più vaporoso: questo effetto è utilissimo per gli sfondi o se volete rendere l’idea di morbidezza e sofficità, ad esempio quando disegnate le nuvole.
Una volta soddisfatti del vostro lavoro, alla fine, ciò che non deve mancare è uno spray fissativo: permetterà di conservare il lavoro più a lungo evitando macchie o variazioni di altro genere nel tempo.
Un’alternativa allo spray è la gomma arabica o meglio conosciuta come gomma acacia. E’ possibile trovarla in grani o in polvere e in arte viene usata per la preparazione dei colori a guazzo, acquerelli, tempere e come fissativo per il carboncino e la sanguigna. Un’altra alternativa ancora potrebbero essere resine vegetali di vario tipo ma per chi non ha disponibilità nè di avere lo spray nè la gomma arabica, la possibiltà più gettonata sembra essere la lacca per capelli!

Un’ultima curiosità! Proprio per le caratteristiche molto simili sia la sanguigna che il carboncino possono essere impiegati in due famose tecniche: spolvero e tratteggio.


Non ci sono articoli simili.


Mappa Del Sito | Contatti

Sakura Magazine created with love by Radiant Flow