Arti Marziali: Kenjutsu, attrezzatura, abbigliamento e pratica Kendo

dicembre 19, 2009 on 11:23 am | In Cultura e Tradizione, Giappone & Dintorni

Il kendo (剣道) è un’antichissima arte giapponese che richiede un particolare tipo di abbigliamento fatto di elmo, corpetto, guanti, apposite protezioni e una spada, lo shinai.

Lo shinai è la spada che sostituisce la katana giapponese durante gli allenamenti: è fatta con quattro asticelle di bambù legate insieme da appositi laccetti di cuoio.

Esiste anche un’altra versione dello shinai con fibra di carbone rinforzata con della resina, tuttavia la più usata rimane comunque la prima versione  fatta di bambù.

La testa è protetta da un particolare elmo chiamato men: è realizzato da cuoio duro e stoffa adatta a proteggere anche la gola e una grata di metallo e stoffa che protegge anche il lato del collo fino alle spalle.

L’avambraccio, il polso e le mani sono protetti da lunghi guanti chiamati kote, realizzati con della particolare stoffa imbottita.

Il torso è protetto invece da una corazza, una specie di corpetto, mentre la vita fino all’inguine sono protetti dal tara, fatta di tre fasce di stoffa lunghe e verticali.

L’abbigliamento sotto l’armatura si chiama bogu e comprende una giacca, kendogi o keikogi, e dei particolari pantaloni grandi e larghi, l’hakama.

Inoltre una specie di asciugamano avvolge circa la testa per permettere al praticante di assorbire e favorire la traspirazione offrendo quindi al kendoka più comodità.

Pratica

Il kendo è un’arte che può essere definita, rispetto alle altre arti marziali, la più “chiassosa” proprio perché i kendoka durante l’allenamento o combattimento usano gridare per esprimere il loro spirito combattivo mentre colpiscono il proprio avversario.

Come per le altri arti marziali, i kendoka si addestrano e lottano a piedi nudi. E’ un’arte che viene praticata in una sala appositamente costruita e adatta al kendo che si chiama dojo, con appropriato pavimento in legno.

Una volta che il kendoka comincia la pratica, durante l’allenamento include l’apprendimento delle seguenti tecniche:

  • Kiri-kaeshi (切-返し, きり-かえし )

  • Waza-geiko (技-稽古, わざ-げいこ )

  • Kakari-geiko (掛-稽古, かかり-げいこ )

  • Ji-geiko (地-稽古, じ-げい )

  • Gokaku-geiko (互角-稽古, ごかく-げいこ)

  • Hikitate-geiko (引立-稽古, ひきたて-げいこ )

  • Shiai-geiko (試合-稽古, しあい-げいこ)

Il Dojo

Il Dojo (道場) è uno dei concetti fondamentali, nella pratica del kendo, che bisogna conoscere. Il Dojo è uno spazio sia fisico che mentale destinato all’allenamento. Inizialmente il Dojo non era legato alle arti marziali bensì si riferiva alla sala di lavoro dei monaci buddisti.

E’ con l’avvento dell’era Edo, dove la spiritualità cominciò a coniugarsi con l’arte della spada che il Dojo divenne la sala corrente dove allenarsi.

Fino ad allora c’erano state troppe guerre e lotte e i Samurai non avevano avuto mai il tempo per sublimare i loro allenamenti e carpirne il loro lato spirituale.

Il lungo periodo di pace però li spinse a riflettere e a porsi domande sull’essenza di ciò che stavano facendo e sul reale significato della loro arte.

E’ cosi che nacque quindi la “via della spada”.

Diventando però un’arte che andava oltre la sfera fisica, i samurai decisero di ricercare un luogo degno di praticare quest’arte in modo da poter purificare corpo e spirito.

Nasceva cosi il Dojo come luogo di allenamento e purificazione.

Lo spirito dei samurai, la loro coscienza, i loro comportamenti, il loro continuo desiderio di migliorare li spinse a rendere il dojo il luogo dove poter cercare la perfezione nella propria arte.

Prendersi cura del dojo era quindi un dovere: più era pulito e ordinato e più diventava facile viverci e allenarsi. Ecco perché spesso si vedono individui pulire il parquet del dojo con un panno bagnato sia prima che dopo l’allenamento.

E poiché il luogo offre la possibilità di allenarsi, il saluto all’entrata e all’uscita è obbligatorio.

Scopo del kendo

Il kendo è un modo per disciplinare il carattere umano attraverso l’applicazione dei principi della spada (katana).

Dice un detto:

Per forgiare mente e corpo
per coltivare uno spirito vigoroso,
e attraverso un corretto e rigido addestramento,

sforzarsi per migliorare nell’arte del kendo.

Tenere stima, cortesia ed onore
legarsi agli altri con sincerità

e coltivare sempre sé stessi.
Voglia anche essere capace
di amare sia il Paese che la società

e di contribuire allo sviluppo della cultura

e promuovere la pace e la prosperità
tra le persone”.

Vi consiglio per la lettura:

*Libri sul Kendo*

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