Acquerello

maggio 2, 2009 on 9:48 am | In Materiale, Mondo Arte, Tecniche

Già usata in tempi remoti nell’antica Cina e in Giappone, la tecnica dell’acquerello, tra il XVII e il XIX, secolo si sviluppò anche in Europa, ma soprattutto in Inghilterra, dove artisti di grande importanza e fama seppero farne uso con grande abilità e maestria.

E’ una tecnica pittorica che prevede l’uso di pigmenti mescolati, tritati e poi diluiti con acqua.
I pigmenti sono di origine animale, vegetale o minerale, mescolati con glicerina o gomma arabica.
I tipi disponibili in commercio sono:
- pasta: venduti in tubetti come i colori a tempera
- solido: contenuti in una vaschettina a pastiglie di colore secco oppure tagliato a panetti secchi chiamati “godet”.
- liquido: di recente introduzione sul mercato utilizzabili puri o diluiti.
Per utilizzare questi colori è necessario diluirli con acqua: è utile quindi tenere una vaschetta con un diluente dove si può sciacquare sempre i pennelli e non sporcare o mischiare i colori tra di loro e un’altra vaschetta con acqua per bagnare il pigmento secco.

Usare gli acquerelli

La tecnica dell’acquerello è conosciuta per la sua rapidità: ciò le ha permesso di essere la tecnica più usata per chi dipinge all’aria aperta.
Il supporto più usato su cui applicare gli acquerelli è la carta, preferibilmente quella con alta percentuale di cotone puro, in quanto la fibra è più resistente e non rischia di modificarsi a contatto con l’acqua.
Prima ancora di usare i colori è bene esercitarsi disegnando o copiando cose e forme a noi vicine.
Una volta realizzato uno schizzo di quello che vuole essere il vostro soggetto potete applicare il colore al vostro disegno.
Ci sono tre modi di applicare l’acquerello:

- velatura: consiste nel dare velature di colore sovrapposte una all’altra creando così una serie di strati che conferiscono al colore forza e tonalità differenti.
Questa stesura è la più adatta a dare profondità pittorica, a rappresentare volumi, ombre e giochi di luce.
- pittura bagnato su bagnato: consiste nell’applicare il pigmento bagnato su un foglio di carta già reso umido in precedenza in modo da dare un effetto soffuso e sfumato al lavoro
- pittura bagnato su asciutto: forse è quella più usata. Consiste nell’applicare il pigmento sul foglio dopo essere stato bagnato e disciolto nell’acqua in quantità sufficiente a poterlo stendere sul foglio.

Anche se è una tra le tecniche più usate, quella dell’acquerello risulta anche la più raffinata.
Errori commessi possono essere difficilmente corretti poichè il colore è trasparente e non nasconde la stesura sottostante e quindi eventuali errori commessi in precedenza.

Se dovete stendere il colore su una zona ampia allora preparate prima una buona quantità di colore diluito, prendete un pennello grande e date delle larghe pennellate sulla zona interessata.
Se si vuole creare una “chiazza” più luminosa rispetto ad un’altra si può stendere il colore sulla zona desiderata e poi asciugare o meglio tamponare con una spugnetta la stessa zona: ciò la scolorirà e la renderà più luminosa rispetto ad un’altra.
Al contrario se si vuole creare una zona più scura è possibile stendere più di uno strato sulla stessa zona: più velature renderanno il colore più scuro.

Cosa occorre per usare gli acquerelli?

In commercio esistono varie scatole già pronte di colori posti in godet.
Tuttavia esiste la possibilità di acquistare una scatola vuota e comprare i colori separatamente.
La Maimeri ad esempio mette a disposizione due gamme di colori: la prima è disponibile in formato godet e la seconda a tubetto.
La Faber-Castell, altra famosissima azienda nel campo delle belle arti, mette a disposizione in commercio scatole già pronte contenenti non solo i pigmenti ma anche i pennelli e matite colorate.
A questo proposito esistono anche matite colorate ad acquerello che hanno doppia funzionalità: se bagnate con acqua danno il tipico effetto acquerello.

Acquistati i colori procuratevi poi una tavolozza dove mescolare i colori, due vasi per l’acqua, spugne e della stoffa per asciugare o pulire ove ce ne fosse bisogno.
I pennelli consigliati sono quelli di pelo morbido o comunque di buona qualità in modo da non rischiare di lasciare qui e là peli del pennello sul lavoro attaccandoli al disegno.
Si può usare qualsiasi tipo di carta ma la più consigliata è quella di fibra in cotone puro che consente una maggiore resistenza e non si modifica quando viene a contatto con l’acqua.

Quando si dipinge con l’acqua si rischia spesso di creare piegature sulla carta: per evitare ciò si consiglia di stendere per bene il foglio sulla superficie di lavoro e fissare le punte con del nastro adesivo in modo da evitare che eventuali movimenti o piegature rovinino l’operato.

Una volta finito il lavoro bisogna lavare il tutto con acqua molto bene e accuratamente in modo da non lasciare traccia di colore sulla tavolozza o sui pennelli ed evitare quindi che nel lavoro successivo i colori si mescolino.

Dopo la pittura, per evitare che le “pastiglie” di colori si secchino si può lasciare all’interno una spugnetta umida; se si tratta invece di tubetti ricordate di avvitare bene il tappo quando lo chiudete.

Curiosità

L’acquerello è usato dal 1500 proprio per la semplicità e rapidità della sua tecnica che consente agli artisti di usufruirne anche all’aperto.
Inizialmente veniva usato per eseguire studi sulla natura o creare perfette riproduzioni botaniche e scientifiche.
Artisti che si ricordano per aver usato questa tecnica sono: Canaletto, Claude Monet, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, Paul Cezanne, Giorgio Morandi, Durer e tanti altri ancora.

Affine all’acquerello è inoltre la tecnica gouache, meglio conosciuta come il guazzo.

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